Economia di mercato/Chang

Ha-Joon Chang – Economia Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

La scuola classica: In poche parole: Il mercato tiene sul chi vive i produttori grazie alla concorrenza, percio’ lasciamolo stare […]
La scuola neoclassica: In poche parole: Le persone sanno quel che fanno, percio’ lasciatele stare, tranne quando il mercato va male […]
La scuola neoclassica ha ereditato e sviluppato due idee fondamentali di quella classica. La prima e’ che gli attori economici sono guidati dall’egoismo, ma la concorrenza sul mercato garantisce che le loro azioni producano nel complesso un risultato positivo per la societa’. La seconda e’ che i mercati si equilibrano da soli. In conclusione, come nell’economia classica, il capitalismo – o meglio, l’economia di mercato, come i neoclassici preferiscono chiamarlo – e’ un sistema sul quale e’ meglio evitare di intervenire, perche’ tende gia’ da se’ all’equilibrio […]
La scuola marxista: In poche parole: Il capitalismo e’ un veicolo potente per il progresso economico, ma e’ destinato a soccombere, perche’ la proprieta’ privata sara’ d’ostacolo a ogni ulteriore progresso […]
La scuola marxista adotto’ la teoria del valore-lavoro, esplicitamente rifiutata da quella neoclassica, e si concentro’ inoltre sulla produzione, mentre per la scuola neoclassica i punti chiave erano il consumo e lo scambio. I marxisti concepivano un’economia fatta di classi anziche’ di individui: un’altra idea chiave della scuola classica rifiutata dai neoclassici […]
La tradizione sviluppista: In poche parole: Se le economie arretrate lasciano fare tutto ai mercati, non possono svilupparsi […]
Il suo punto debole fondamentale, vale a dire il suo eclettismo, puo’ diventare in realta’ un punto di forza […] Il successo del singolare mix di politiche socialiste e libero mercato messo in atto da Singapore, [ad esempio] avvalora questa tesi. Inoltre, l’impressionante curriculum della corrente sviluppista nella promozione di cambiamenti effettivi a livello mondiale ci dice che questo approccio e’ molto piu’ valido di quel che sembra
La scuola austriaca: In poche parole: Nessuno ne sa abbastanza, percio’ lasciate in pace la gente […]
Oggi la scuola austriaca fa parte della stessa corrente, caratterizzata dal laissez-faire, cui appartengono gli esponenti della scuola neoclassica pro libero mercato (oggi in maggioranza), arrivando a conclusioni simili, se non addirittura piu’ estreme, sulle politiche da adottare. Tuttavia, dal punto di vista metodologico e’ molto diversa dalla scuola neoclassica.[…] La scuola austriaca sostiene anche che il mondo e’ estremamente complesso e incerto […] Pertanto, gli economisti della scuola austriaca sostengono che il libero mercato sia il miglior sistema economico non perche’ siamo perfettamente razionali e sappiamo tutto (o almeno possiamo sapere tutto cio’ che ci occorre), come sostengono le teorie neoclassiche, ma proprio perche’ non siamo molto razionali e tantissime cose di questo mondo sono per loro natura «inconoscibili» […]
La scuola (neo)schumpeteriana: In poche parole: Il capitalismo e’ un potente veicolo di progresso economico, ma e’ destinato ad atrofizzarsi mano a mano che le aziende diventeranno piu’ grandi e burocratizzate […]
[Schumpeter] sosteneva infatti che il capitalismo si evolvesse attraverso le innovazioni degli imprenditori, cioe’ la creazione di nuove tecnologie produttive, nuovi prodotti e nuovi mercati. Le innovazioni consentono agli imprenditori di successo di godere del monopolio temporaneo nei rispettivi mercati […] Questa concorrenza stimolata dalle innovazioni tecnologiche e’ molto piu’ potente e importante della concorrenza sui prezzi neoclassica, nella quale i produttori cercano di battersi l’un l’altro vendendo a prezzi piu’ bassi e aumentando l’efficienza nell’uso di tecnologie date. Per Schumpeter «questo tipo di concorrenza», quello basato sull’innovazione, e’ «molto piu’ efficace dell’altro […]
La scuola keynesiana: In poche parole: Cio’ che e’ positivo per i singoli potrebbe non esserlo per l’intera economia […] Keynes fu probabilmente il piu’ grande economista del XX secolo e ridefini’ la materia inventando la macroeconomia, cioe’ quella branca della nostra materia che analizza l’intera economia come un tutto ben diverso dalla somme delle sue parti. […] La teoria macroeconomica keynesiana si basa sul riconoscimento del fatto che la distinzione strutturale fra risparmiatori e investitori emersa alla fine del XIX secolo ha reso piu’ difficile uguagliare risparmi e investimenti e, dunque, raggiungere il pieno impiego. Inoltre la teoria sottolinea giustamente il ruolo chiave svolto dalla finanza nel capitalismo moderno […]
La scuola istituzionalista, […] In poche parole: Gli individui sono il prodotto della societa’ in cui vivono, sebbene ne possano cambiare le regole […] La razionalita’ umana non puo’ essere considerata atemporale in quanto viene modellata dall’ambiente sociale che e’ dato dalle istituzioni (per esempio leggi e regolamenti aziendali) e regole informali (per esempio convenzioni sociali, prassi nelle trattative d’affari) che circondano il singolo individuo […] Le istituzioni non solo influiscono sul modo in cui si comportano le persone, ma le cambiano e, a loro volta, le persone cambiano le istituzioni […]
La scuola comportamentale: In poche parole: Non siamo abbastanza intelligenti, percio’ dobbiamo limitare scientemente la nostra liberta’ di scelta attraverso le regole […]
Rifiutando il principale presupposto della scuola neoclassica, secondo il quale gli individui agiscono sempre in modo razionale ed egoistico. La teoria comportamentale ricomprende nel proprio campo d’indagine anche lo studio delle istituzioni e delle organizzazioni economiche: per esempio, cerca di capire come organizzare al meglio un’azienda o come architettare le norme finanziarie, dimostrando cosi’ un’affinita’ con la scuola istituzionalista, con la quale condivide anche alcuni membri […] Il limite principale dei nostri processi decisionali non e’ la mancanza di informazioni, ma la nostra limitata capacita’ di processare quelle che gia’ abbiamo. Poche’ abbiamo una razionalita’ limitata […] costruiamo delle “scorciatoie” di pensiero che ci permettono di risparmiare energie mentali. Si tratta delle euristiche (o pensiero intuitivo) che possono assumere forme diverse: regole empiriche, decisioni basate sul buon senso o su pareri di esperti. […]

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

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