Stato/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Lo stato innovatore – Laterza (2014)

Non basta, naturalmente, parlare di «Stato imprenditoriale »: bisogna costruirlo, dedicando attenzione a quelle istituzioni e organizzazioni specifiche, all’interno dell’apparato statale, che sono in grado di creare strategie di crescita a lungo termine e «accettare» serenamente gli inevitabili insuccessi.
Non e’ un caso che i paesi piu’ deboli dell’Eurozona siano proprio quelli che spendono meno per cose che oggi appaiono onerose, ma che portano crescita: per esempio la R&S e la formazione del capitale umano […]
Tutto questo ha implicazioni importanti per la crisi dell’Eurozona: le condizioni che vengono imposte ai paesi piu’ deboli attraverso il fiscal compact non dovrebbero consistere in un dimagrimento indiscriminato del settore pubblico, ma in incentivi per i governi a spendere in aree chiave come l’istruzione e la R&S, e a trasformare il settore pubblico dall’interno per renderlo piu’ strategico, meritocratico e dinamico.
Puo’ sembrare un’impresa difficile, ma non e’ certo piu’ difficile che imporre un’austerita’ che sta minando la struttura socioeconomica e la competitivita’ futura dei paesi piu’ deboli.

Info:
https://www.anobii.com/books/Lo_Stato_innovatore/9788858113332/01b596b6e85e38699c
https://www.pandorarivista.it/articoli/lo-stato-innovatore-di-mariana-mazzucato/
https://www.libreriavolare.it/recensioni-libri/saggistica/lo-stato-innovatore/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858113332

Capitalismo/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

La socialdemocrazia e’ sempre stata un ibrido politico.
Innanzitutto perche’ mescolava sogni socialisti di un’utopia postcapitalistica con il riconoscimento pratico della necessita’ di vivere e lavorare in un mondo capitalistico palesemente non agli sgoccioli, come aveva predetto entusiasticamente Marx nel lontano 1848.
Ma anche perche’ la socialdemocrazia prendeva sul serio la seconda parte del suo nome: contrariamente ai socialisti rivoluzionari dei primi del Novecento e ai loro eredi comunisti, i socialdemocratici dei paesi liberi accettarono le regole del gioco democratico e scesero fin dall’inizio a compromessi con i loro detrattori e avversari, come prezzo da pagare per poter concorrere per il potere.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842099819
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Economia di mercato/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo. Il ritorno del feudalesimo nell’economia mondiale – Bollati Borighieri (2013)

Una semplice considerazione: la politica dei centri commerciali e delle societa’ che abbassano i prezzi conducono parallelamente a una riduzione delle paghe dei loro lavoratori.
Il modello del low cost soddisfa i portafogli delle classi meno agiate, ma contestualmente e’ funzionale a creare queste fasce di popolazione di basso, se non bassissimo, reddito […]
La compressione dei prezzi e dei costi ha ricadute sociali enormi e alla fine impoverisce individui, famiglie e comunita’. Lo stile di vita di intere generazioni slitta dalla decenza alla mera sopravvivenza, con un potere d’acquisto che viene eroso giorno dopo giorno: questa e’ l’insidia che nasconde la «walmartizzazione» dell’economia. All’orizzonte si profila la nascita di una nuova servitu’ della gleba, moderna, che cresce all’ombra dei grattacieli e delle corporation.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Allo scopo di incoraggiare attivita’ scientifiche, culturali e non commerciali […] i governi sempre piu’ spesso fanno dipendere il finanziamento pubblico di queste attivita’ dalla loro capacita’ di attrarre sponsor […]
Questo rafforza ulteriormente il potere dei ricchi, mettendoli in condizioni di determinare la destinazione dei fondi privati, poiche’ il denaro pubblico segue le scelte fatte dagli sponsor privati […]
L’obiettivo e’ ridurre la spesa pubblica, ma la conseguenza e’ che gruppi e individui danarosi vengono messi in condizione non solo di decidere quali attivita’, tra le tante, favorire con i loro soldi, ma contemporaneamente di svuotare il modello di spesa pubblica, che spesso originariamente esisteva proprio per stabilire priorita’ differenti da quelle scelte dai ceti abbienti. Un’ulteriore conseguenza di questi fenomeni e’ che gli imprenditori e i manager acquisiscono un canale privilegiato di accesso nei confronti dei politici e dei funzionari. Dato che il loro successo e la loro competenza dipendono interamente dalla loro capacita’ di massimizzare il valore per gli azionisti, e’ prevedibile che usino quei canali a beneficio delle singole aziende.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

 

Economia di mercato/Giovannini

Enrico Giovannini – L’utopia sostenibile – Laterza (2018)

Il futuro del lavoro e’ uno dei grandi dibattiti della nostra epoca.
Non c’e’ dubbio che l’accelerazione del progresso tecnologico sia destinata a distruggere moltissimi posti di lavoro, obbligando le persone a riqualificarsi per altre mansioni nel corso della loro vita.
Sulle dimensioni di questo “terremoto del lavoro” gli esperti discutono molto […]
Il concetto stesso di lavoro e la sua ripartizione tra le diverse fasce di popolazione potrebbero richiedere una profonda modificazione dei tempi delle prestazioni e della sua organizzazione, con il possibile diffondersi di diverse forme di part-time, di alternanza tra lavoro e formazione, di nuove e piu’ flessibili forme organizzative.
Parallelamente, i pubblici poteri dovranno farsi carico di un maggiore impegno in termini di formazione continua e ammortizzatori sociali e alcuni esperti ritengono che le societa’ saranno costrette ad andare verso forme di reddito minimo garantito, anche se non dobbiamo dimenticare che il lavoro non e’ solo remunerazione, ma anche status nella societa’, interazione con le altre persone e (per molti, anche se non per tutti) soddisfazione nell’impiego del proprio tempo.

Info:
https://www.letture.org/l-utopia-sostenibile-enrico-giovannini/
https://www.pandorarivista.it/articoli/lutopia-sostenibile-enrico-giovannini/
https://www.avvenire.it/economia/pagine/sviluppo-sostenibile-nella-carta-litalia-in-ritardo-sullagenda
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858130766

Economia di mercato/Tirole

Jean Tirole – Economia del bene comune – Mondadori (2017)

Dopo il clamoroso fallimento economico, culturale, sociale e ambientale delle economie pianificate, dopo la caduta del Muro di Berlino e la mutazione economica della Cina, l’economia di mercato e’ diventata il modello dominante, se non esclusivo, di organizzazione delle nostre societa’.
Anche nel «mondo libero», il potere politico ha perso influenza a beneficio sia del mercato sia di nuovi attori. Le privatizzazioni, l’apertura alla concorrenza, la globalizzazione, il ricorso sempre piu’ sistematico alle aste nell’assegnazione delle opere pubbliche restringono il margine d’intervento statale, per il quale l’apparato giudiziario e le autorita’ indipendenti di regolamentazione, organi estranei al primato della politica, sono diventati attori imprescindibili.

Info:
https://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-05-27/incentivi-bene-comune—193337.shtml?uuid=AEhxGePB&refresh_ce=1
https://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/03/jean-tirole-trump-ha-ucciso-laccordo-sul-clima-e-la-prova-che-non-funz/34473/

Capitalismo/Harvey

Il potere monopolistico e’ un fondamento e non un’aberrazione del funzionamento del capitale e che sta in un’unita’ contraddittoria con la concorrenza […]
Come osserva Stiglitz, “alcune tra le innovazioni più importanti degli ultimi trent’anni non si concentrano su come rendere piu’ efficiente l’economia, ma su come assicurarsi meglio un potere monopolistico o aggirare le regolamentazioni governative tese ad allineare ritorni sociali e compensi privati” […]
Il potere monopolistico e’ strettamente associato alla centralizzazione del capitale. La concorrenza invece comporta in generale un decentramento.

Info:
https://www.anobii.com/books/Diciassette_contraddizioni_e_la_fine_del_capitalismo/9788807105098/01fd0894dd446aabd4
https://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/3569-david-harvey-qdiciassette-contraddizioni-e-la-fine-del-capitalismoq.html

Neoliberismo/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

[In alcuni paesi] la deindustrializzazione prematura e’ principalmente il risultato delle politiche economiche neoliberiste attuate a partire dagli anni ottanta.
L’improvvisa liberalizzazione del commercio ha distrutto interi settori industriali di quei paesi. La liberalizzazione finanziaria ha permesso alle banche di offrire prestiti ai consumatori (piu’ redditizi), distogliendoli dai produttori.
Le politiche rivolte al controllo dell’inflazione, come l’adozione di alti tassi d’interesse e la sopravvalutazione della moneta, hanno gravato ulteriormente sulle già agonizzanti aziende manifatturiere rincarando i prestiti e rendendo piu difficile l’esportazione dei prodotti.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Populismo/Harari

Yuval Noah Harari – 21 lezioni per il XXI secolo – Bompiani (2018)

Nel XX secolo le masse si sono ribellate contro lo sfruttamento e hanno cercato di imporre il loro ruolo vitale in ambito economico e politico.
Oggi le masse temono l’irrilevanza e cercano di usare quello che resta del loro potere prima che sia troppo tardi. La Brexit e l’ascesa di Trump potrebbero pertanto rappresentare l’emergenza di una linea contraria a quella delle storiche rivoluzioni socialiste.
La rivoluzione russa, quella cinese e quella cubana sono state realizzate da individui che erano essenziali per l’economia ma che erano privi di potere politico; nel 2016, Trump e la Brexit sono stati sostenuti da molti individui che godono ancora di potere politico, ma che temono di essere sul punto di perdere la loro importanza economica

Info:
https://www.librinews.it/recensioni/21-lezioni-xxi-secolo-recensione/
https://www.anobii.com/books/21_lezioni_per_il_XXI_secolo/9788845297052/014a7e4880dd929fce