Capitalismo/Boltanski

Luc Boltanski, Eve Chiapello – Il nuovo spirito del capitalismo – Mimesis (2014)

Il “primo” spirito del capitalismo, associato come si e’ visto, alla figura del borghese, era in linea con le forme del capitalismo essenzialmente familiare, di un’epoca in cui il gigantismo non era ancora ricercato, tranne in alcuni rari casi. I dipendenti conoscevano personalmente proprietari e padroni; il destino e la vita dell’azienda erano fortemente associati a quelli di una famiglia. Il “secondo” spirito, che si organizza attorno alla figura centrale del direttore (o del dirigente salariato) e dei quadri, e” invece legato a un capitalismo di grandi imprese, gia’ sufficientemente importanti perche’ la burocratizzazione e l’impiego di una dirigenza esterna e sempre piu’ acculturata ne costituiscano un elemento centrale […]. Il “terzo” spirito dovra’ essere invece isomorfo a un capitalismo globalizzato che metta in opera nuove tecnologie, per citare solo i due aspetti a cui si fa piu’ spesso riferimento per definire il capitalismo attuale […].
Si puo’ pensare che la formazione di un terzo spirito del capitalismo e la sua incarnazione in alcuni dispositivi, dipenderanno in larga misura dall’interesse delle multinazionali, oggi dominanti, alla salvaguardia di una zona pacifica al centro del sistema mondo, nella quale mantenere un vivaio di quadri (che permettono di conservare l’adesione di coloro da cui dipende la realizzazione del profitto) dove essi possano formarsi, crescere figli e vivere in sicurezza.

Info:
http://www.edc-online.org/it/pubblicazioni/articoli-di/luigino-bruni/11716-il-nuovo-spirito-del-capitalismo.html
https://www.anobii.com/books/Il_nuovo_spirito_del_capitalismo/9788857524047/016a4f8341ba1b20a0

Capitalismo/Boltanski

Luc Boltanski, Eve Chiapello – Il nuovo spirito del capitalismo – Mimesis (2014)

Se e’ vero che dal periodo della sua formazione il capitalismo e’ cambiato, la sua “natura” […] non si e’ radicalmente trasformata; di conseguenza anche le fonti di indignazione che hanno continuamente alimentato la sua critica sono rimaste pressappoco identiche nel corso degli ultimi due secoli. Sono essenzialmente di quattro ordini: a) il capitalismo fonte di disillusione e di inautenticita’ di oggetti, persone, sentimenti e piu’ in generale del genere di vita che gli e’ associato; b) il capitalismo fonte di oppressione, poiche’ si oppone alla liberta’, all’autonomia e alla creativita’ degli esseri umani che sotto il suo impero sono sottoposti da una parte al dominio del mercato come forza impersonale che fissa i prezzi, designa gli uomini e i prodotti-servizi desiderabili e rifiuta gli altri, dall’altra alle forme di subordinazione della condizione salariale (disciplina d’azienda, stretta sorveglianza da parte dei capi e inquadramento attraverso regolamenti e procedure); c) il capitalismo fonte di miseria per i lavoratori e di disuguaglianze di dimensioni prima sconosciute;  d) il capitalismo fonte di opportunismo e di egoismo che, favorendo solo gli interessi particolari, distrugge i legami sociali e di solidarieta’ comunitari, soprattutto le forme minime di solidarieta’ tra ricchi e poveri.

Info:
http://www.edc-online.org/it/pubblicazioni/articoli-di/luigino-bruni/11716-il-nuovo-spirito-del-capitalismo.html
https://www.anobii.com/books/Il_nuovo_spirito_del_capitalismo/9788857524047/016a4f8341ba1b20a0

Capitalismo/Bauman

Zigmunt Bauman – Retrotopia – Laterza (2017)

Siamo stati istruiti e addestrati a considerare i negozi come farmacie traboccanti di medicamenti per curare o almeno alleviare ogni malattia e afflizione della nostra vita individuale e collettiva. I negozi e lo shopping acquisiscono pertanto una vera e piena dimensione escatologica. I supermercati […] sono diventati le nostre cattedrali; e di conseguenza, mi sia consentito di aggiungere, la lista della spesa e’ diventata il nostro breviario, le processioni nei centri commerciali i nostri pellegrinaggi.
Nulla ci emoziona e ci riempie di entusiasmo come acquistare per impulso e scartare oggetti che non ci piacciono piu’ per sostituirli con altri, piu’ invitanti. La pienezza della gioia del consumo equivale alla pienezza della vita. Compro, ergo sono. Comprare o non comprare, questo e’ il problema. Per i consumatori senza accesso al mercato, i veri poveri di oggi, il non poter acquistare e’ lo stigma odioso e doloroso di una vita incompiuta, la conferma della propria nullita’ e incapacita’. Non semplicemente l’assenza di ogni piacere, bensi’ l’assenza della dignita’ umana, l’impossibilita’ di dare un senso alla propria vita e, da ultimo, la privazione stessa di umanita’, autostima e rispetto per gli altri.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127346
https://www.lindiceonline.com/focus/storia/zygmunt-bauman-retrotopia/
http://www.spazioterzomondo.com/2018/04/recensione-zygmunt-bauman-retrotopia-laterza/
https://www.anobii.com/books/Retrotopia/9788858127346/01451cd8783f930df2

Capitalismo/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo – Bollati Boringhieri (2013)

E’ doveroso osservare che, mentre la finanza internazionale e’ cresciuta a dismisura, l’assistenza ai poveri e agli anziani e’ in ritirata. Lo spazio vuoto viene lasciato a nuovi interpreti dell’aiuto sociale: enti, istituzioni volontarie, filantropi. E’ il cosiddetto terzo settore, quello del no-profit, ad occuparsi dell’indigenza. E’ stato definito il mondo della sussidiarieta’: laddove lo stato non arriva piu’ con le proprie forze, ecco che puo’ giungere in soccorso il pompiere volontario, la guardia ecologica, l’assistente di anziani o la bambinaia negli asili nido. Un mondo nuovo, appena regolamentato, ma in forte ascesa. […] E cosi’ cio’ che fino a qualche anno fa era un diritto per i cittadini (e quindi un dovere per l’amministrazione) oggi si presenta come un’opportunita’ aleatoria, una missione che puo’ o potrebbe essere demandata a istituzioni esterne, dove il pubblico incontra il privato senza per questo pesare sulle casse dello stato.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Capitalismo/Mishra

Pankaj Mishra – L’eta’ della rabbia – Mondadori (2018)

Il mondo non ha mai visto un accumulo di ricchezze piu’ grande, né una cosi’ diffusa fuoruscita dalla deprivazione materiale. I frutti della creativita’ umana – dagli smartphone alla ricostruzione con le cellule staminali – continuano a crescere. Ma questi standard del progresso, ampi e abituali, nascondono quanto e’ squilibrata la distribuzione delle opportunita’: per esempio, tra il 1988 e il 2011 quasi meta’ dell’incremento del reddito mondiale e’ finita nelle tasche del decimo più ricco dell’umanita’ e, anche nei paesi ricchi, continua a crescere il divario delle aspettative di vita a seconda della classe sociale.
In un mondo economicamente stagnante, che a tutti offre un sogno di autonomia individuale ma nessun sogno realizzabile di cambiamento politico, il richiamo del nichilismo attivo non puo’ che crescere.

Info:
http://www.repubblica.it/cultura/2017/09/12/news/intervista_pankaj_mishra_accettura-175293505/
https://www.anobii.com/books/L%27et%C3%A0_della_rabbia/9788804685944/0181573f7e7c72fcc7

Capitalismo/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – La grande frattura. La dusuguaglianza e i modi per sconfiggerla – Einaudi (2016)


Ci sono quattro importanti ragioni per cui la disuguaglianza sta soffocando la ripresa.
La piu’ immediata e’ che il ceto medio e’ troppo debole per sostenere i consumi che storicamente hanno guidato la nostra crescita economica […]
In secondo luogo, a causa dell’erosione del ceto medio a partire dagli anni Settanta – un fenomeno interrotto soltanto brevemente nel corso degli anni Novanta –, le persone che ne fanno parte non riescono piu’ a investire nel loro futuro, studiando e facendo studiare i loro figli e avviando imprese o migliorando quelle esistenti.
Terzo, la debolezza del ceto medio limita il gettito fiscale, specie perche’ coloro che sono piu’ in alto sono abilissimi quando si tratta di eludere il pagamento delle imposte e ottenere sgravi fiscali dal governo […]
Quarto, la disuguaglianza va di pari passo con piu’ frequenti e piu’ gravi cicli economici di crescita e recessione, il che rende la nostra economia piu’ volatile e vulnerabile.

Info:
https://www.anobii.com/books/La_grande_frattura/9788806226855/01612546eb4c023d52
https://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-05-30/la-disuguaglianza-divide-mondo-103340.shtml?uuid=ABnHMRpD

 

Capitalismo/Castronovo

Valerio Castronovo – Le rivoluzioni del capitalismo – Laterza (2007)

Stando alle previsioni della Banca Mondiale, dovremmo assistere, nello spazio di una generazione, all’ascesa dell’Asia in vetta alla classifica in termini di prodotto interno lordo a parita’ di potere d’acquisto, con la Cina al vertice (dinnanzi agli Stati Uniti), il Giappone e altri cinque paesi asiatici nel gruppo di testa (India, Indonesia, Corea del Sud, Thailandia e Taiwan). E cio’ segnerebbe una svolta epocale […] Ma quel che fara’ pendere il piatto della bilancia a favore dell’Estremo Oriente sara’ senz’altro l’ascesa della Cina

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_rivoluzioni_del_capitalismo/9788842047797/01e9a8dbdfb75d1edf

Capitalismo/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo – Bollati Boringhieri (2013)

Questo istituto giuridico [ il trust] e’ piu’ diffuso di quanto non si possa immaginare e viene utilizzato da tutti coloro che vogliono assicurare per se’ e per i propri familiari passaggi di ricchezza senza dover rendere conto a sistemi fiscali nazionali, nella piu’ completa riservatezza. E’ insieme una formula giuridica moderna e antica.
E’ l’arma piu’ potente che il Capitalesimo possa adottare e promuovere all’interno del suo modello, internazionale, tecnologico e finanziario, perche’ consente di poter fruire di una ricchezza senza esserne proprietario, ma godendone tutti i possibili benefici. E senza dovervi pagare sopra ingenti quote di tasse e balzelli in caso di successione. L’istituto del trust, come e’ immaginabile, viene utilizzato dai grandi proprietari, dai titolari di ricchezze e dai nobili, per tramandare il loro intero patrimonio. Dal Medio Evo i re con le loro corti, i baroni, i conti, i marchesi e dai tempi piu’ recenti i nuovi ricchi, i parvenus del mondo tecnologico e finanziario, trasferiscono ai figli e alle generazioni successive il loro immenso patrimonio con questa semplice tecnica giuridica. Piu’ che mai attuale, per garantire sopravvivenza ai feudi e ai privilegi che essi consentono. Alla faccia della democrazia e dei suoi orpelli illuministici quali la liberta’, la fratellanza e, soprattutto, l’uguaglianza.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

 

Capitalismo/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – Invertire la rotta – Laterza (2018)

Ci sono quattro aree in particolare che potrebbero incidere significativamente sull’alto livello di disuguaglianza oggi esistente.
La prima area e’ quella dei compensi dei dirigenti: sono diventati eccessivi (specialmente negli Stati Uniti) e i meccanismi di remunerazione basati sulle stock options sono difficili da giustificare […]
La seconda area e’ la macroeconomia: sono necessarie politiche capaci di mantenere la stabilita’ economica e la piena occupazione. Un alto tasso di disoccupazione colpisce maggiormente gli strati bassi e medi della distribuzione del reddito. Oggi i lavoratori sono penalizzati da tre fattori: l’alto tasso di disoccupazione, i salari deboli e i tagli ai servizi pubblici, dovuti al fatto che quando l’economia va male scendono anche le entrate dello Stato […] E non c’e’ bisogno di aumentare il debito pubblico in rapporto al Pil: progetti infrastrutturali implementati con intelligenza si ripagherebbero da soli, considerando che l’aumento del reddito (e quindi gli introiti fiscali) compenserebbe ampiamente l’aumento della spesa pubblica […]
La terza area e’ l’istruzione: per combattere la disuguaglianza servono investimenti pubblici in questo campo. Il livello e la qualita’ dell’istruzione sono un fattore determinante per il reddito di un lavoratore […]
La quarta area e’ la tassazione: questi investimenti pubblici tanto necessari potrebbero essere finanziati attraverso una tassazione equa e completa dei redditi da capitale, che contribuirebbe a contrastare ulteriormente l’aumento della disuguaglianza riducendo il rendimento netto sul capitale ed evitando che quei capitalisti che risparmiano buona parte del loro reddito accumulino ricchezza a un ritmo superiore alla crescita dell’economia globale, con conseguente aumento delle disparita’ di ricchezza.

info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/stiglitz-invertire-la-rotta/
https://www.laciviltacattolica.it/articolo/invertire-la-rotta-disuguaglianza-e-crescita-economica/
https://www.anobii.com/books/Invertire_la_rotta/9788886323901/0139e4e7f6ac0e8076