Economia di mercato/Silver

Beverly J. Silver – Le forze del lavoro. movimenti operai e globalizzazione dal 1870 – Bruno Mondadori (2008)

Siamo giunti alla conclusione che non e’ possibile individuare un’industria manifatturiera che svolga oggi quel ruolo chiave nei processi di accumulazione del capitale su scala mondiale svolto dall’industria tessile e automobilistica nei due secoli passati.
L’unico che si potrebbe definire, almeno parzialmente, come il nuovo settore trainante e’ quello dei semiconduttori, che pure si discosta in maniera sostanziale dalla traiettoria classica tracciata dalle industrie automobilistica e tessile, fatta di una serie di successivi spostamenti verso i paesi a minor costo del lavoro. La manodopera impiegata in questo settore si e’ trovata infatti nei paesi a basso reddito fin dal principio cioe’ dallo stadio di innovazione, mentre la ricerca e sviluppo, il management e altre funzioni ad alto valore aggiunto sono concentrate nei paesi avanzati. Inoltre si tratta di attivita’ sempre piu’ automatizzate (compreso l’assemblaggio delle schede), e questo ne ha ridotto le potenzialita’ di crescita occupazionale […]
Un ultimo settore in rapido sviluppo in termini occupazionali e’ quello dei cosiddetti servizi alla persona, un ambito che si potrebbe anche definire come “servizi riproduttivi”, dato che si tratta della mercificazione di attivita’ che in passato venivano svolte all’interno della sfera domestica (come preparare i pasti, accudire i bambini, organizzare il tempo libero).
Si tratta di un chiaro esempio di crescita occupazionale che contrasta con la tendenza in atto in tutto il Novecento verso un crescente potere contrattuale legato al luogo di lavoro. Dotati di uno scarso potere contrattuale, gli addetti di questo settore hanno dovuto accettare condizioni di lavoro precarie, con contratti per lo piu’ a tempo parziale e/o determinato.

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_forze_del_lavoro/9788861592117/013ceb1c2bb826dec4
https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/lavoratori-di-tutto-il-mondo-intervista-a-beverly-silver-parte-i

Stato/Crouch

ColinCrouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

Possiamo […] individuare almeno cinque tipi di gruppi che svolgono un ruolo essenziale nella societa’ civile e si ispirano prevalentemente a valori.
Innanzi tutto vanno ricordati […] i partiti politici, che collegano lo Stato alla societa’ piu’ vasta e sono spesso i veicoli con cui le campagne d’opinione e i temi caldi entrano nel sistema politico.
I partiti dunque per la societa’ civile hanno importanza vitale e sono canali fondamentali per qualsiasi tentativo di sfidare il potere politico delle imprese […]
In secondo luogo vanno ricordate le religioni, che pur avendo perso il loro antico primato sul terreno dei valori restano tra gli attori principali e godono di proprie risorse, autonome dalle imprese e dallo Stato […]
Il terzo soggetto sono i gruppi di opinione […]
Troviamo poi una categoria di soggetti che tende a confondersi con i gruppi di attivisti: il volontariato. La principale differenza è che mentre quei gruppi [di opinione] premono su governi, imprese e altri soggetti, di solito in modo polemico e conflittuale, per costringerli a intervenire e risolvere un determinato problema, le organizzazioni filantropiche e di volontariato scendono in campo in prima persona mettendo a disposizione le risorse necessarie, senza rivolgersi allo Stato o all’impresa […]
Infine, ritengo che facciano parte della societa’ civile anche le professioni, alludendo con questo termine a qualsiasi gruppo professionale che abbia elaborato una serie autonoma di valori riguardo ai modi di svolgere la propria attivita’, spesso in contrapposizione alla logica di massimizzazione del profitto. Per alcune professioni tali valori sono iscritti negli statuti e nei piani formativi, mentre in altri casi emergono dal confronto informale tra gruppi di operatori. L’attività professionale, alla stregua del volontariato, non è orientata primariamente alle campagne di opinione e al conflitto, ma allo svolgimento di un lavoro in cambio di denaro. Tuttavia, è radicata nei valori e talvolta offre l’occasione di contestare la logica dominante dello Stato e dell’impresa.

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/

Neoliberismo/Grossouvre

Henri De Grossouvre – Parigi, Berlino, Mosca. Geopolitica dell’indipendenza europea – Fazi (2004)

La globalizzazione liberista mira a distruggere tutte le strutture intermedie dell’esercizio del potere tra il cittadino, divenuto tragicamente individuo, oggetto, consumatore, e il mercato mondiale […]
Questa volonta’ di eliminare i popoli, le nazioni e gli Stati sovrani e’ l’attributo principale del soggetto mondializzatore e/o globalista, quello che incarna o rappresenta il nuovo potere polimorfo emergente su scala planetaria. E questo significa privare la democrazia del suo campo istituzionale di esercizio, vuol dire più in generale abolire lo spazio politico.

Info:
http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Librieriviste/recensioni/parigiberlinomosca.htm
http://www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/259gollismo.html

Economia di mercato/Silver

Beverly J. Silver – Le forze del lavoro. Movimenti operai e globalizzazione dal 1870 – Bruno Mondadori (2008)

La mobilitazione delle riserve mondiali di manodopera non solo ha danneggiato direttamente il potere di contrattazione dei lavoratori, ma ha anche contribuito a delegittimare ai loro occhi i sindacati e i partiti politici, poiche’ e’ diventato piu’ difficile per queste organizzazioni creare e distribuire vantaggi per i propri iscritti.
Come se cio’ non bastasse, gli attacchi diretti dai datori di lavoro e dagli stati contro le organizzazioni dei lavoratori (unitamente al collasso dei contratti sociali tipici del dopoguerra) hanno indebolito direttamente il potere associativo di contrattazione, oltre a determinare un’ulteriore erosione del potere di contrattazione legato al mercato, rendendo sempre piu’ difficile per le organizzazioni dei lavoratori difendere ed estendere efficacemente le politiche statali della rete di protezione sociale.

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_forze_del_lavoro/9788861592117/013ceb1c2bb826dec4
https://www.lacittafutura.it/economia-e-lavoro/lavoratori-di-tutto-il-mondo-intervista-a-beverly-silver-parte-i

Finanziarizzazione/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Il valore di tutto. Chi lo produce e chi lo sottrae nell’economia globale – Laterza (2018)

Due classi di strumenti finanziari in particolare divennero disponibili per gli investitori grazie alla deregolamentazione, dagli anni Settanta in poi, e furono cruciali per la conseguente crescita esponenziale delle transazioni finanziarie e della redditivita’ della finanza: i derivati, ossia contratti per la consegna futura di strumenti finanziari o di materie prime, che permettevano agli investitori di scommettere sul cambiamento del loro prezzo; e le cartolarizzazioni, pacchetti di strumenti di attivita’ redditizie trasformate in titoli negoziabili (a loro volta suscettibili di essere oggetto di contratti derivati). Le banche commerciali fecero una svolta decisiva all’inizio degli anni 2000, quando iniziarono a “cartolarizzare” i prestiti vecchi per finanziare nuovi prestiti.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127841
https://www.anobii.com/books/Il_valore_di_tutto/9788858127841/01dd6d24ba48fe41d4
https://www.pandorarivista.it/articoli/valore-di-tutto-mariana-mazzucato/

Economia di mercato/Harvey

David Harvey – La crisi della modernita’ – ilSaggiatore (2010)

La crescita fenomenale che si determino’ durante il boom postbellico dipendeva […] da una serie di compromessi e di nuovi posizionamenti da parte dei protagonisti del processo di sviluppo capitalistico.
Lo stato doveva assumere nuovi ruoli (keynesiani) e creare nuovi poteri istituzionali; il capitale aziendale doveva aggiustare in qualche misura la rotta per navigare piu’ tranquillamente nelle acque di una sicura redditivita’; e i lavoratori organizzati dovevano assumere nuovi ruoli e nuove funzioni in relazione al rendimento sul mercato del lavoro e nei processi produttivi. Il rapporto di forze, teso ma tuttavia saldo, fra la forza lavoro organizzata, il capitale delle grandi aziende e lo stato nazionale, che costitui’ la base del boom postbellico, non fu raggiunto per caso: esso fu il risultato di anni di lotte […]
Il fordismo postbellico deve essere visto, quindi, non tanto come un semplice sistema di produzione in serie quanto come uno stile di vita. La produzione in serie voleva dire standardizzazione del prodotto e consumo di massa; e cio’ significava un’estetica assolutamente nuova e una mercificazione della cultura che molti neoconservatori […] avrebbero poi considerato dannosa per il mantenimento dell’etica del lavoro e di altre presunte virtu’ capitalistiche.
Anche il fordismo sfrutto’ e contribui’ all’estetica del modernismo – con particolare riferimento alla propensione di quest’ultimo per la funzionalita’ e l’efficienza – in modi molto espliciti, mentre le forme dell’intervento statale (guidato da principi di razionalita’ burocratico-tecnica) e la configurazione del potere politico che davano coerenza al sistema poggiavano sulle nozioni di una democrazia economica di massa tenuta assieme da un equilibrio di interessi speciali.
Il fordismo postbellico era anche un fenomeno internazionale. Il lungo boom del dopoguerra dipendeva fondamentalmente da una massiccia espansione del commercio mondiale e dei flussi degli investimenti  internazionali.

Info: 
https://www.anobii.com/books/La_crisi_della_modernit%C3%A0/9788851520366/012ddde8b392d53a07
http://www.leparoleelecose.it/?p=10178

Economia di mercato/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Il valore di tutto – Laterza (2018)

Contrariamente ai buoni propositi dei pionieri di internet, gli effetti della rete stanno progressivamente centralizzando internet, ponendo un’enorme concentrazione di potere di mercato nelle mani di pochi.
La sola Google detiene il 70% delle ricerche online negli Stati Uniti e il 90% in Europa. Facebook ha più di 1,5 miliardi di utenti, un quarto della popolazione mondiale, un abisso davanti ai suoi concorrenti. Amazon ha ora circa la meta’ del mercato dei libri negli Stati Uniti, per non parlare degli e-book.
Sei aziende (Facebook, Google, Yahoo, AOL, Twitter e Amazon) rappresentano il 53% del mercato pubblicitario digitale (le sole Google e Facebook hanno il 39%). Una tale preminenza implica che i giganti del web possono imporre le loro condizioni agli utenti e alle aziende clienti.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127841
https://www.anobii.com/books/Il_valore_di_tutto/9788858127841/01dd6d24ba48fe41d4
https://www.pandorarivista.it/articoli/valore-di-tutto-mariana-mazzucato/

Capitalismo/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo. Il ritorno del feudalesimo nell’economia mondiale – Bollati Boringhieri (2013)

A questo siamo arrivati? Alla spettacolarizzazione dell’aiuto, alla globalizzazione della solidarieta’, per incitare governi e privati a donazioni generose.
Ci siamo mai chiesti quante e quali sono queste associazioni della carita’ universale?
Le industrie della solidarieta’ e affini – ci informano dall’Onu, dove molte si registrano – sono poco meno di 4000. Ma il vero numero e’ molto piu’ alto, se si pensa che solo negli Stati Uniti le organizzazioni umanitarie sono oltre 10000. Tutte queste realta’ si reggono e si mantengono grazie al circuito dei contributi volontari e non sono tenute per legge alla comunicazione dei bilanci.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Via via che le funzioni dello Stato sono appaltate ai privati, lo Stato comincia a perdere la competenza di fare cose che in precedenza gli riuscivano benissimo; man mano perde addirittura contatto con le conoscenze necessarie a comprendere il funzionamento di certe attivita’.
E’ costretto dunque a subappaltare ancora di piu’ e a pagare consulenti per farsi dire come fare il suo lavoro.
Il governo diviene una sorta di idiota istituzionale, poiche’ le sue mosse sempre mal informate sono anticipate e quindi sminuite dagli scaltri soggetti che agiscono nel mercato.
Da questo discende la raccomandazione politica centrale dell’ortodossia economica contemporanea: lo Stato farebbe meglio a non fare nulla, salvo garantire la liberta’ dei mercati.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728