Stato/Luce

Edward Luce – Il tramonto del liberalismo occidentale – Einaudi (2017)

Quella della democrazia liberale e’ dunque la storia di una continua tensione fra la teoria popolare della democrazia e un’idea liberale piu’ complessa.
Oggi, tale tensione e’ diventata una contrapposizione di forze. Ecco, quindi, il punto cruciale della crisi dell’Occidente: le nostre societa’ sono divise tra la volonta’ del popolo e il governo degli esperti; la tirannia della maggioranza contro il circolo degli addetti ai lavori; Gran Bretagna contro Bruxelles; West Virginia contro Washington.
Ne consegue che la vittoria di Trump, cosi’ come la Brexit, sono riaffermazioni della volonta’ popolare.
Per dirla con uno studioso olandese, il populismo occidentale e’ una risposta democratica illiberale a un liberalismo non democratico.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2018/01/recensione-edward-luce-il-tramonto-del-liberalismo-occidentale-einaudi-prima-parte/
https://www.anobii.com/books/Il_tramonto_del_liberalismo_occidentale/9788806236403/01399bfc38f7d47cf8
https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-liberalismo-al-tramonto-no-semmai-i-liberal/

 

Stato/Khanna

Parag Khanna – La rinascita delle citta’ stato – Fazi (2017)

Nel pensiero occidentale e’ radicata una grave negligenza teorica, che confonde politica e governance, democrazia e servizi, processo e risultati.
Ma la “volonta’ del popolo” non significa soltanto lasciare che il popolo continui a ripetere i propri desideri senza risultato.
La spettacolare ascesa della Cina rispetto a quella di democrazie come l’India ha dimostrato al mondo che e’ meglio avere un sistema orientato sui servizi a scapito della democrazia che un sistema che concede tutto alla democrazia e nulla ai servizi.
Per essere ammirata, la democrazia deve realizzare qualcosa. Le elezioni sono un sistema di responsabilita’, non un modo per realizzare progetti. La legittimazione procedurale (input legitimacy) della democrazia non puo’ mai sostituire del tutto la legittimazione dei risultati (output legitimacy) della fornitura dei servizi di base al cittadino.

Info:
https://www.ilfoglio.it/una-fogliata-di-libri/2017/12/15/news/recensione-la-rinascita-delle-citta-stato-parag-khanna-una-fogliata-di-libri-169078/
https://eastwest.eu/it/cultura/parag-khanna-intervista-governo-stato-democrazia

Stato/Luce

Dall’inizio del secolo, l’Occidente ha perduto molto del suo prestigio. Il nostro modello politico non e’ piu’ l’invidia del mondo. Nella misura in cui la democrazia occidentale è stata messa in discussione, lo stesso è accaduto anche al suo potere globale.
Relativa la perdita degli Stati Uniti: il loro contribuito al prodotto interno lordo mondiale e’ diminuito, certo, e hanno svalutato la propria credibilita’ globale con l’avventatezza di dichiarare guerra nel falso nome della democrazia. Ma la perdita geopolitica dell’Europa e’ stata assoluta: e’ a malapena in grado di esercitare potere al di la’ dei propri confini. In realta’, la stessa apertura dei confini europei rappresenta una minaccia crescente. Nel frattempo, il centro di gravita’ del mondo si sta spostando inesorabilmente verso est.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2018/01/recensione-edward-luce-il-tramonto-del-liberalismo-occidentale-einaudi-prima-parte/
https://www.anobii.com/books/Il_tramonto_del_liberalismo_occidentale/9788806236403/01399bfc38f7d47cf8
https://www.fondazioneluigieinaudi.it/il-liberalismo-al-tramonto-no-semmai-i-liberal/

Stato/Dahrendorf

Ralf Dahrendorf, Antonio Polito – Dopo la democrazia – Laterza (2014)

La democrazia e’ un insieme di istituzioni finalizzate a dare legittimita’ all’esercizio del potere politico fornendo una coerente risposta a tre domande-chiave. La prima e’:
1. come possiamo produrre cambiamenti nelle nostre societa’ senza violenza?
2. come possiamo, attraverso un sistema di «check and balance» (controllare e controbilanciare), controllare quelli che sono al potere in modo da essere certi che non ne abusino?
3. come puo’ il popolo – tutti i cittadini – avere voce nell’esercizio del potere? […]
Le tre risposte […] funzionavano in un contesto particolare, e cioe’ nella forma tradizionale degli Stati-Nazione. Mentre e’ molto difficile capire come possano funzionare in altri e diversi contesti. Direi dunque che la relazione tra la crisi della democrazia e la crisi degli Stati-Nazione e’ centrale […]
Le decisioni stanno emigrando dal tradizionale spazio della democrazia […] Decisioni di vitale importanza non sono piu’ assunte a Montecitorio, o a Westminster, e neanche in Capitol Hill, ma altrove. Per i paesi che hanno adottato l’euro, i tassi di interesse sono stabiliti a Francoforte. Se due grandi industrie vogliono fondersi, devono chiedere il permesso a Bruxelles. La decisione di bombardare Belgrado e’ stata presa dalla Nato. Se la Russia possa avere nuovi prestiti internazionali, e’ affare del Fondo monetario […] Ma le cose diventano  perfino piu’ complicate quando le decisioni vengono prese da corporations internazionali, perche’ in quei casi non e’ cosi’ semplice nemmeno individuare dove si e’ deciso. E’ cio’ che accade quando una grande multinazionale sceglie se investire in Galles o in Normandia, se chiudere impianti in Francia piuttosto che in Italia. […] Non e’ davvero facile immaginare come si possa influire su queste decisioni; e certamente si puo’ dire che esse sono estranee al processo democratico […]
Questo complesso di decisioni, prese al di fuori del processo democratico, fanno oggi apparire la democrazia totalmente impotente. La disponibilita’ universale e immediata di informazioni, che e’ la vera essenza della globalizzazione, consente di by-passare le istituzioni tradizionali della democrazia.

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2015/09/ralf-dahrendorf-dopo-la-democrazia.html
https://www.anobii.com/books/Dopo_la_democrazia/9788842064411/018aba80648e9ca2f5
http://gnosis.aisi.gov.it/sito/rivista21.nsf/servnavig/25

Stato/Jean

L’11 settembre ha reso evidente quanto si e’ detto: l’indispensabilita’ dello Stato. La domanda di sicurezza dei cittadini e la necessita’ di interventi immediati a sostegno dei settori economici entrati in crisi, hanno sottolineato ed evidenziato una volta per tutte che la cosiddetta «postmodernita’» e’ una fantasia. Non sono mutate né natura né funzioni dello Stato. Esso rimane, cosi’ come e’ stato creato: soprattutto una «macchina da guerra» che produce sicurezza, esterna e interna. Lo Stato non e’ piu’ il gestore dell’economia, ma un suo semplice regolatore. Con le regole tende a evitare gli effetti perversi del «turbocapitalismo» e aumentare la competitivita’ del «sistema paese», senza cui ogni solidarieta’ e coesione, nazionali e sociali, sono prive di significato.

Info:
https://www.anobii.com/books/Geopolitica_del_XXI_secolo/9788842072973/0166982fc2d61bb961
https://www.ibs.it/geopolitica-del-xxi-secolo-libro-carlo-jean/e/9788842072973

Stato/Khanna

Parag Khanna – La rinascita delle citta’-stato – Fazi (2017)

Tutte le societa’ desiderano ormai un equilibrio fra prosperita’ e vivibilita’, apertura e protezione economica, governance efficace e ascolto della voce dei cittadini, individualismo e coesione, liberta’ economica e welfare. I normali cittadini non misurano tutto questo sulla base di quanto e’ “democratico” lo Stato in cui vivono, ma su quanto si sentono sicuri nelle loro citta’, possono permettersi una casa e un lavoro stabile, quali sono le loro prospettive per la vecchiaia e la possibilita’ di restare in contatto con i propri familiari e amici. Le valutazioni degli Stati basate sul mero PIL pro capite diventano sofismi statistici se paragonate a questi aspetti assai piu’ tangibili che definiscono la qualita’ della vita.
Finalmente oggi stiamo cominciando a capire che la differenza tra nazioni di successo e nazioni fallite non sta nell’opposizione fra ricchi e poveri, fra destra e sinistra, o fra democrazia e autoritarismo, ma nella capacita’ di far fronte ai bisogni fondamentali dei cittadini, di dare loro l’opportunita’ di crescere in quanto individui e di agire, o di cambiare modo d’agire, quando la situazione lo richiede.
Tutto il resto e’ semplice apparenza.

Info:
https://www.ilfoglio.it/una-fogliata-di-libri/2017/12/15/news/recensione-la-rinascita-delle-citta-stato-parag-khanna-una-fogliata-di-libri-169078/
https://eastwest.eu/it/cultura/parag-khanna-intervista-governo-stato-democrazia

Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

C’e’ una differenza significativa fra «socialismo» e «socialdemocrazia». Il socialismo puntava a un cambiamento radicale, la sostituzione del capitalismo con un altro regime basato su un sistema di produzione e proprieta’ completamente diverso.
La socialdemocrazia, invece, era un compromesso che implicava l’accettazione del capitalismo (e della democrazia parlamentare) come il contesto entro cui curare gli interessi, fino ad allora ignorati, di larghe fette della popolazione. Queste differenze contano.
Il socialismo, in tutte 
le sue tante forme e incarnazioni, ha fallito. La socialdemocrazia non solo è riuscita ad arrivare al potere in tanti paesi, ma ha avuto un successo che e’ andato ben al di la’ dei sogni più sfrenati dei suoi fondatori.

Info:
https://www.anobii.com/books/Guasto_%C3%A8_il_mondo/9788842094906/0143e00f6065eac5e8
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

Siamo entrati in un’epoca di paura. L’insicurezza e’ tornata a essere un ingrediente attivo della vita politica nelle democrazie occidentali. Un’insicurezza che nasce dal terrorismo, naturalmente; ma anche, e in modo piu’ insidioso, dalla paura per la velocita’ incontrollabile del cambiamento, dalla paura di perdere il lavoro, dalla paura di perdere terreno rispetto agli altri in una distribuzione delle risorse sempre piu’ iniqua, dalla paura di perdere il controllo delle circostanze e delle consuetudini della nostra vita quotidiana.
E (forse soprattutto) dalla paura che non siamo soltanto noi a non essere piu’ in grado di plasmare la nostra vita, ma che anche coloro i quali detengono il potere abbiano perso il controllo in favore di forze al di sopra della loro portata.

Info: 
https://www.anobii.com/books/Guasto_%C3%A8_il_mondo/9788842094906/0143e00f6065eac5e8
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Stato/Jha

Prem Shankar Jha – Il caos prossimo venturo. Il capitalismo contemporaneo e la crisi delle nazioni – Neri Pozza (2015)

La socialdemocrazia e’ stata il risultato piu’ alto raggiunto dal capitalismo organizzato. Fu sostenuta da un sistema enormemente complesso di leggi e convenzioni, mirato a proteggere coloro che erano stati schiacciati dalla competizione dal serio rischio della perdita dei diritti civili, dell’indigenza e della morte. Diversamente dal comunismo e dal corporativismo fascista, non cerco’ di far deragliare il capitalismo o di sostituirlo con un sistema alternativo al fine di limitare la competizione. Accetto’ la competizione come principio organizzativo di una societa’ che sarebbe rimasta capitalistica, individualistica e fondata sul libero mercato.
Gli strumenti principali con cui tento’ di attenuare gli eccessi della competizione furono la protezione, per legge, del diritto all’associazionismo sindacale e alla contrattazione collettiva; la tutela dei consumatori; la sicurezza sui luoghi di lavoro; e la protezione di tutti coloro che per ragioni di eta’, malattia o disoccupazione erano stati temporaneamente o permanentemente espulsi dal mercato del lavoro. La socialdemocrazia raggiunse il suo apice simultaneamente al capitalismo nazionale, nell’Eta’ dell’oro del capitalismo nazionale tra il 1945 e il 1975. Non c’e’ da stupirsi dunque che sia diventata la prima vittima del capitalismo globale.

info:
https://www.anobii.com/books/Il_caos_prossimo_venturo/9788854501614/0116bf78de66ec23c1
http://tempofertile.blogspot.com/2017/06/prem-shankar-yha-il-caos-prossimo.html