Neoliberismo/ Harvey

David Harvey- Breve storia del neoliberismo – ilSaggiatore (2007)

La svolta neoliberista e’ stata accompagnata dalla nascita di gruppi di sostegno e di ONG, cosi’ come dal dibattito sui diritti in generale; tali strutture sono aumentate in modo spettacolare piu’ o meno a partire dal 1980. In molti casi le ONG hanno occupato il vuoto lasciato dello stato nel campo dei provvedimenti di natura sociale. Si compie cosi’ un processo che corrisponde a una privatizzazione da parte delle ONG. In alcuni casi cio’ ha contribuito ad accelerare ulteriormente il ritiro dello stato dai provvedimenti sociali. Le ONG quindi funzionano come «cavalli di Troia del neoliberismo globale». Inoltre, le ONG non sono istituzioni intrinsecamente democratiche: tendono a essere elitarie, inattendibili (eccetto che verso i propri donatori) e per definizione distanti da coloro che cercano di proteggere o aiutare, indipendentemente dalle loro buone intenzioni o dal loro spirito progressista. Spesso nascondono i loro programmi e preferiscono negoziare direttamente con lo stato e il potere di classe o esercitare la propria influenza su di essi. Spesso controllano la loro clientela, invece di rappresentarla. Affermano e presumono di parlare per conto di coloro che non possono parlare per se stessi e anche di definire gli interessi di coloro per cui parlano (come se la gente fosse incapace di farlo da se’), ma la legittimita’ del loro ruolo e’ sempre aperta al dubbio.

Info:
https://www.anobii.com/books/Breve_storia_del_neoliberismo/9788842813767/018355f59cc01714a4
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/12763-jason-hickel-breve-storia-del-neoliberismo-con-alcuni-antidoti.html

Capitalismo/Bauman

Zygmunt Bauman – Capitalismo parassitario – Laterza (2009)

Rosa Luxemburg aveva scritto il suo studio sull’«accumulazione del capitale», dove sosteneva che il capitalismo non puo’ sopravvivere senza le economie «non capitalistiche» esso e’ in grado di progredire, seguendo i propri princìpi, fintanto che vi sono «terre vergini» aperte all’espansione e allo sfruttamento; ma non appena le conquista per poterle sfruttare, le priva della loro
verginita’ precapitalistica e cosi’ facendo esaurisce le fonti del proprio nutrimento.
Il capitalismo, per dirla crudamente, e’ in sostanza un sistema parassitario. Come tutti i parassiti, puo’ prosperare per un certo periodo quando trova un organismo ancora non sfruttato del quale nutrirsi. Ma non puo’ farlo senza danneggiare l’ospite, distruggendo quindi, prima o poi, le condizioni della sua prosperità o addirittura della sua sopravvivenza

Info:
https://www.anobii.com/books/Capitalismo_parassitario/9788842090984/01abb5bcf2e0394500
http://www.quilibri.eu/ledera-infestante-del-capitalismo-moderno-la-lucida-analisi-di-zygmunt-bauman/

Economia di mercato/Chang

Ha-Joon Chang – Economia Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

L’economia e’ una questione politica. Non e’, e non potra’ mai essere, una scienza. Non tratta verita’ oggettive che si possano stabilire indipendentemente da valutazioni di carattere politico, e spesso, etico. Pertanto, quando ci si trova di fronte a una questione politica, bisogna porsi l’antica domanda «cui bono?» (a chi giova?), resa celebre dallo statista e oratore romano Marco Tullio Cicerone […] Valutazioni politiche ed etiche sono presenti persino in processi apparentemente
sganciati da ogni valore, come la definizione dei confini del mercato. Decidere che cosa deve rientrare nell’ambito del mercato e’ un esercizio profondamente politico. Non appena vi facciamo entrare qualcosa (per esempio l’acqua), si puo’ applicare la regola «un dollaro, un voto» alle decisioni che la riguardano, rendendo piu’ facile ai ricchi influenzarne gli esiti.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/

Europa/Ferguson

Niall Ferguson – Il grande declino. Come crollano le istituzioni e muoiono le economie – Mondadori (2013)

[Lʼ]Europa presenta piu’ elementi di debolezza che di forza. Sia perche’ il Vecchio Continente più di altri deve affrontare problemi di non poco conto tanto sul versante dellʼoccupazione che su quello della stabilita’ monetaria; sia perche’ si e’ rallentato il processo di integrazione dellʼUnione europea, in quanto non sussistono per ora, fra i vari partner della Comunita’, condizioni di sostanziale equilibrio tali da rendere possibile unʼeffettiva armonizzazione delle loro politiche economiche …

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_grande_declino/010fe0a2795ac23026
https://www.leggereacolori.com/letti-e-recensiti/libri-mondadori/recensione-di-il-grande-declino-di-niall-ferguson/
http://lanostrastoria.corriere.it/2013/10/28/niall-ferguson-loccidente-in-declino-riscopra-le-virtu-antiche/?refresh_ce-cp

Stato/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo – Bollati Boringhieri (2013)

Il modello politico ed economico che si sta affermando a livello internazionale prevede una riduzione del potere statale e il conferimento della sovranita’ ad entita’ sovranazionali, che governano un’area geografica estesa, con un’unica identita’ monetaria. L’Europa del trattato di Maastricht, dell’euro e del federalismo, corrisponde come un abito da sartoria a questa matrice, del tutto funzionale a sua volta agli interessi dei nuovi Signori che non sono i vecchi padroni-proprietari della terra, ma che operano con i loro capitali sui mercati e che gestiscono le piattaforme con cui si definiscono i flussi monetari, gli scambi e le transazioni finanziarie. I titolari e i gestori dei fondi, siano essi sovrani, istituzionali, privati o pensionistici, sono i nuovi Signori. E proprio perche’ legati ai fondi possono essere definiti la nuova «Signoria Fondiaria», alla quale non rispondono solo i mercati, ma anche i modelli di organizzazione politica, non più statale.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Capitalismo/Harvey

David Harvey – Diciassette Contraddizioni e la fine del capitalismo – Feltrinelli (2014)

[Riguardo alla] relazione fra cambiamento tecnologico, futuro del lavoro e ruolo del lavoro in rapporto al capitale […] bisogna che il potere d’acquisto delle “famiglie” cessi di dipendere dal volume di lavoro che l’economia consuma. E’ necessario che la popolazione, anche se fornisce un numero decrescente di ore di lavoro, guadagni di che acquistare il volume crescente di ricchezza prodotta: la riduzione della durata del lavoro non deve comportare la diminuzione del potere d’acquisto […] Segmenti sempre piu’ ampi della popolazione mondiale saranno considerati ridondanti e inutili come lavoratori produttivi, dal punto di vista del capitale, e avranno grandi difficolta’ a sopravvivere, sia materialmente che psicologicamente.
Alienati da ogni prospettiva di un’esistenza dotata di significato nel regno del lavoro necessario come definito dal capitale, dovranno cercare altrove per costruirsi una vita dotata di significato.
Dall’altra parte, la produzione aumentera’, ma da dove potra’ arrivare il corrispondente aumento della domanda?

Info:
https://www.anobii.com/books/Diciassette_contraddizioni_e_la_fine_del_capitalismo/9788807105098/01fd0894dd446aabd4
https://www.sinistrainrete.info/crisi-mondiale/3569-david-harvey-qdiciassette-contraddizioni-e-la-fine-del-capitalismoq.html

Populismo/Feltri

Stefano Feltri – Populismo sovrano – Einaudi (2018)

C’e’ un sovranismo di destra e uno di sinistra, uno che avanza la richiesta di sovranita’ a partire dalle questioni identitarie, l’altro dalle questioni sociali. Il sovranismo di destra si oppone al cosmopolitismo, alle promesse tradite di una societa’ multiculturale che non riconosce piu’ le barriere della nazione e quindi espone i cittadini a pericoli esterni sempre piu’ minacciosi; il sovranismo di sinistra chiede di recuperare il controllo di quelle risorse – cioe’ la spesa pubblica – necessarie a garantire le protezioni socialdemocratiche costruite nel Novecento e l’autonomia normativa per proteggere le fasce di popolazione piu’ esposte alla competizione internazionale. Se e’ diverso il punto di partenza ideologico e valoriale, il percorso per raggiungere l’obiettivo e’ il medesimo: riportare il potere decisionale a livello nazionale, riconquistare una sovranita’ perduta

Info:
https://www.corriere.it/cultura/18_aprile_12/stefano-feltri-populismo-sovrano-einaudi-bf94cf06-3e62-11e8-aea7-b22f62e05f02.shtml
https://www.letture.org/populismo-sovrano-stefano-feltri/
https://www.lavoce.info/archives/52126/cosa-unisce-populismi-destra-sinistra/