Capitalismo/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo – Bollati Boringhieri (2013)

Questo istituto giuridico [ il trust] e’ piu’ diffuso di quanto non si possa immaginare e viene utilizzato da tutti coloro che vogliono assicurare per se’ e per i propri familiari passaggi di ricchezza senza dover rendere conto a sistemi fiscali nazionali, nella piu’ completa riservatezza. E’ insieme una formula giuridica moderna e antica.
E’ l’arma piu’ potente che il Capitalesimo possa adottare e promuovere all’interno del suo modello, internazionale, tecnologico e finanziario, perche’ consente di poter fruire di una ricchezza senza esserne proprietario, ma godendone tutti i possibili benefici. E senza dovervi pagare sopra ingenti quote di tasse e balzelli in caso di successione. L’istituto del trust, come e’ immaginabile, viene utilizzato dai grandi proprietari, dai titolari di ricchezze e dai nobili, per tramandare il loro intero patrimonio. Dal Medio Evo i re con le loro corti, i baroni, i conti, i marchesi e dai tempi piu’ recenti i nuovi ricchi, i parvenus del mondo tecnologico e finanziario, trasferiscono ai figli e alle generazioni successive il loro immenso patrimonio con questa semplice tecnica giuridica. Piu’ che mai attuale, per garantire sopravvivenza ai feudi e ai privilegi che essi consentono. Alla faccia della democrazia e dei suoi orpelli illuministici quali la liberta’, la fratellanza e, soprattutto, l’uguaglianza.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

 

Europa/Zielonka

Jan Zielonka – Disintegrazione. Come salvare l’Europa dall’Unione Europea – Laterza (2015)

Dopo il fallimento della Lehman Brothers, la Germania ha dichiarato che la garanzia virtuale offerta ad altre istituzioni finanziarie doveva essere fornita da ciascun paese tramite interventi distinti, non dall’Europa nell’ambito di un’azione comune. Cio’ ha messo a dura prova le economie più fragili dell’eurozona e ha contribuito a far esplodere la crisi dell’euro.
Durante la crisi, la Germania ha sempre fatto abbastanza per prevenire il crollo della moneta unica, ma poco per attenuare le differenze strutturali tra le economie piu’ forti e quelle piu’ vulnerabili. Per esempio, ha acconsentito alla creazione del meccanismo europeo di stabilita’ che prevede l’iniezione diretta di capitali nelle banche, ma i fondi proposti erano inadeguati e soggetti a rigide condizioni. In parole povere, le politiche tedesche miravano piu’ a punire che ad assistere.
Il trattato sul fiscal compact, per esempio, impone sanzioni severe ai paesi che non riducono il debito in eccesso del 5 per cento l’anno. Obbliga inoltre gli Stati membri a condividere i loro piani di bilancio con le istituzioni dell’Unione. Alcuni critici […] sostengono che i tagli ai bilanci stanno facendo calare la domanda e salire la disoccupazione, indeboliscono la fiducia dei consumatori e frenano la crescita. Una strategia alternativa consisterebbe nel rinunciare al metodo punitivo rigorista e nel sollevare i paesi colpiti dalla crisi dagli oneri eccessivi dei tassi di interesse, che ne ostacolano la crescita.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/recensione-a-disintegrazione-di-jan-zielonka/
https://www.notiziegeopolitiche.net/recensione-a-jan-zielonka-disintegrazione-come-salvare-leuropa-dallunione-europea/

Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

Siamo entrati in un’epoca di paura. L’insicurezza e’ tornata a essere un ingrediente attivo della vita politica nelle democrazie occidentali. Un’insicurezza che nasce dal terrorismo, naturalmente; ma anche, e in modo piu’ insidioso, dalla paura per la velocita’ incontrollabile del cambiamento, dalla paura di perdere il lavoro, dalla paura di perdere terreno rispetto agli altri in una distribuzione delle risorse sempre piu’ iniqua, dalla paura di perdere il controllo delle circostanze e delle consuetudini della nostra vita quotidiana.
E (forse soprattutto) dalla paura che non siamo soltanto noi a non essere piu’ in grado di plasmare la nostra vita, ma che anche coloro i quali detengono il potere abbiano perso il controllo in favore di forze al di sopra della loro portata.

Info: 
https://www.anobii.com/books/Guasto_%C3%A8_il_mondo/9788842094906/0143e00f6065eac5e8
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo? – Universita’ Bocconi Editore (2017)

Un’amministrazione populista presenta tre caratteristiche: il tentativo di appropriarsi dell’apparato statale, la corruzione e il «clientelismo di massa» (scambiando benefici materiali o favori burocratici per ottenere il sostegno politico di cittadini che diventano «clienti» dei populisti) e gli sforzi sistematici per reprimere la societa’ civile.
Naturalmente, anche molti dittatori si comportano in modo analogo. La differenza e’ che i populisti giustificano la propria condotta sostenendo di essere gli unici a rappresentare il popolo; questo consente loro di ammettere tali pratiche piuttosto apertamente e spiega inoltre il motivo per cui raramente le rivelazioni di corruzione sembrano danneggiare i leader populisti (si pensi a Erdoğan in Turchia o al populista di estrema destra Jörg Haider in Austria). I loro seguaci pensano «lo stanno facendo per noi», l’unico popolo autentico.

Jnfo:
https://giornatedilettura.wordpress.com/2018/04/12/che-cose-il-populismo-la-risposta-di-jan-werner-muller-recensione-di-vittorio-panicara/  
https://www.anobii.com/books/Cos%27%C3%A8_il_populismo/9788883502620/016bf048de71cc1e17

Europa/Calenda

Carlo Calenda – Orizzonti selvaggi: capire la paura e ritrovare il coraggio – Feltrinelli (2018)

L’Europa ha preso la sua attuale forma istituzionale nel periodo “dell’Occidente trionfante” e anche per questo ne ha seguito la parabola, con effetti amplificati. Il trattato di Maastricht del’92, l’adozione dell’euro (1999-2002) e l’allargamento ai paesi dell’Est (2004) hanno rappresentato la fase ascendente; la bocciatura del progetto di costituzione europea (2005), il trattato di Lisbona (2007), la crisi dei debiti sovrani (2010-11), la Brexit (2016) e la crisi migratoria quella discendente.
L’Europa e’ oggi l’anello più debole dell’Occidente.
Priva di un’identita’ – che la sua governance “morbida”, lenta e consensuale prima e l’allargamento poi le hanno impedito di trovare – l’Ue appare oggi inadatta ad affrontare un’epoca di relazioni economiche e politiche dure. Semplicemente l’Unione Europea forse non e’ equipaggiata per stare a galla nel mare agitato dalla paura e dal nazionalismo.

Info:
https://formiche.net/2018/11/orizzonti-selvaggi-recensione-al-libro-carlo-calenda/
https://www.anobii.com/books/Orizzonti_selvaggi/9788807173509/01492fb65e34e746eb

Finanziarizzazione/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Il valore di tutto – Laterza (2018)

Mentre Samuel Palmisano (presidente di IBM dal 2000 al 2011, e amministratore delegato dal 2002 al 2011) affermo’ che l’obiettivo principale di IBM era di raddoppiare gli utili nei successivi cinque anni, mezzo secolo prima, nel 1968, Tom Watson Jr. (presidente di IBM dal 1952 al 1971) aveva affermato che le tre priorita’ di IBM erano 1) la considerazione per i singoli impiegati; 2) l’impegno al servizio della clientela; 3) raggiungere l’eccellenza.
Anche se si tratta di aneddoti, le due dichiarazioni da parte di due diversi amministratori delegati di IBM in due tempi differenti dimostrano come le priorita’ siano cambiate.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_valore_di_tutto/9788858127841/01dd6d24ba48fe41d4
https://www.pandorarivista.it/articoli/valore-di-tutto-mariana-mazzucato/

Capitalismo/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – Invertire la rotta – Laterza (2018)

Ci sono quattro aree in particolare che potrebbero incidere significativamente sull’alto livello di disuguaglianza oggi esistente.
La prima area e’ quella dei compensi dei dirigenti: sono diventati eccessivi (specialmente negli Stati Uniti) e i meccanismi di remunerazione basati sulle stock options sono difficili da giustificare […]
La seconda area e’ la macroeconomia: sono necessarie politiche capaci di mantenere la stabilita’ economica e la piena occupazione. Un alto tasso di disoccupazione colpisce maggiormente gli strati bassi e medi della distribuzione del reddito. Oggi i lavoratori sono penalizzati da tre fattori: l’alto tasso di disoccupazione, i salari deboli e i tagli ai servizi pubblici, dovuti al fatto che quando l’economia va male scendono anche le entrate dello Stato […] E non c’e’ bisogno di aumentare il debito pubblico in rapporto al Pil: progetti infrastrutturali implementati con intelligenza si ripagherebbero da soli, considerando che l’aumento del reddito (e quindi gli introiti fiscali) compenserebbe ampiamente l’aumento della spesa pubblica […]
La terza area e’ l’istruzione: per combattere la disuguaglianza servono investimenti pubblici in questo campo. Il livello e la qualita’ dell’istruzione sono un fattore determinante per il reddito di un lavoratore […]
La quarta area e’ la tassazione: questi investimenti pubblici tanto necessari potrebbero essere finanziati attraverso una tassazione equa e completa dei redditi da capitale, che contribuirebbe a contrastare ulteriormente l’aumento della disuguaglianza riducendo il rendimento netto sul capitale ed evitando che quei capitalisti che risparmiano buona parte del loro reddito accumulino ricchezza a un ritmo superiore alla crescita dell’economia globale, con conseguente aumento delle disparita’ di ricchezza.

info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/stiglitz-invertire-la-rotta/
https://www.laciviltacattolica.it/articolo/invertire-la-rotta-disuguaglianza-e-crescita-economica/
https://www.anobii.com/books/Invertire_la_rotta/9788886323901/0139e4e7f6ac0e8076

 

 

Economia di mercato/Klein

Naomi Klein – No logo – BUR (2010)

E’ questo il vero significato dei marchi-stile-di-vita: ci si puo’ trascorrere l’intera esistenza. E’ questo il concetto chiave per comprendere non solo la sinergia ma anche il groviglio indistinto di legami tra settori e industrie.
La vendita al dettaglio invade il settore dell’intrattenimento, l’intrattenimento sconfina nelle vendite al dettaglio. Societa’ di contenuti (come le case cinematografiche e editoriali) saltano sul carro della distribuzione; le reti di distribuzione e servizi (come le societa’ telefoniche o Internet) entrano nei settori produttori di contenuti. Nel frattempo, i divi stanno passando di prepotenza alla produzione, distribuzione, e, naturalmente, vendita al dettaglio.

info:
https://www.anobii.com/books/No_Logo/9788884900074/017732114b39814fc1
http://www.musil.it/letture/NoLogo/NoLogo-recensione.htm

 

Capitalismo/Jacobs

Michael Jacobs, Mariana Mazzucato – Ripensare il capitalismo – Laterza (2017)

I cambiamenti climatici rappresentano una sfida per il capitalismo, sia per le loro conseguenze che per le loro cause. Per mantenere il riscaldamento globale entro i livelli di sicurezza, le emissioni nette dovranno scendere a zero entro la fine di questo secolo.
Considerando la centralita’ del carbonio nelle nostre economie, questo processo si potra’ compiere solo attraverso una trasformazione strutturale profonda: la decarbonizzazione dei sistemi di produzione, distribuzione e consumo.

info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/ripensare-capitalismo-mazzucato-jacobs/
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/12017-lorenzo-cattani-note-su-ripensare-il-capitalismo-di-m-mazzucato-e-m-jacobs.html
https://www.anobii.com/books/Ripensare_il_capitalismo/9788858127445/0151bee1e81a684e52