Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

C’e’ una differenza significativa fra «socialismo» e «socialdemocrazia». Il socialismo puntava a un cambiamento radicale, la sostituzione del capitalismo con un altro regime basato su un sistema di produzione e proprieta’ completamente diverso.
La socialdemocrazia, invece, era un compromesso che implicava l’accettazione del capitalismo (e della democrazia parlamentare) come il contesto entro cui curare gli interessi, fino ad allora ignorati, di larghe fette della popolazione. Queste differenze contano.
Il socialismo, in tutte 
le sue tante forme e incarnazioni, ha fallito. La socialdemocrazia non solo è riuscita ad arrivare al potere in tanti paesi, ma ha avuto un successo che e’ andato ben al di la’ dei sogni più sfrenati dei suoi fondatori.

Info:
https://www.anobii.com/books/Guasto_%C3%A8_il_mondo/9788842094906/0143e00f6065eac5e8
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Capitalismo/Castronovo

Valerio Castronovo – Le rivoluzioni del capitalismo – Laterza (2007)

Stando alle previsioni della Banca Mondiale, dovremmo assistere, nello spazio di una generazione, all’ascesa dell’Asia in vetta alla classifica in termini di prodotto interno lordo a parita’ di potere d’acquisto, con la Cina al vertice (dinnanzi agli Stati Uniti), il Giappone e altri cinque paesi asiatici nel gruppo di testa (India, Indonesia, Corea del Sud, Thailandia e Taiwan). E cio’ segnerebbe una svolta epocale […] Ma quel che fara’ pendere il piatto della bilancia a favore dell’Estremo Oriente sara’ senz’altro l’ascesa della Cina

Info:
https://www.anobii.com/books/Le_rivoluzioni_del_capitalismo/9788842047797/01e9a8dbdfb75d1edf

Economia di mercato/ Khanna

Parag Khanna – La rinascita delle citta’ stato – Fazi (2017)

E’ di moda parlare del prossimo “collasso del capitalismo” di fronte alle crescenti diseguaglianze e al degrado ambientale. L’idea potrebbe avere un senso, se non fosse che ogni singolo paese del mondo e’ diventato capitalista. La verita’ e’ che il dibattito non e’ tanto a monte – se dobbiamo avere o meno un’economia di mercato – quanto a valle, all’interno del capitalismo, e riguarda quale modello debba essere considerato superiore, se quello completamente privato, o quello cooperativo, quello statale o, infine, qualche ibrido fra questi.
Tutti i paesi oggi competono nello stesso mercato globale, nel quale cercano il proprio vantaggio comparato attraverso le politiche industriali (sussidi e protezione pubblica per le aziende “di interesse nazionale”), la manipolazione della valuta per facilitare l’export o il rafforzamento del ruolo delle agenzie di credito all’esportazione […] per conquistare posizioni all’estero.

Info:
https://www.ilfoglio.it/una-fogliata-di-libri/2017/12/15/news/recensione-la-rinascita-delle-citta-stato-parag-khanna-una-fogliata-di-libri-169078/
https://eastwest.eu/it/cultura/parag-khanna-intervista-governo-stato-democrazia

Capitalismo/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo – Bollati Boringhieri (2013)

Questo istituto giuridico [ il trust] e’ piu’ diffuso di quanto non si possa immaginare e viene utilizzato da tutti coloro che vogliono assicurare per se’ e per i propri familiari passaggi di ricchezza senza dover rendere conto a sistemi fiscali nazionali, nella piu’ completa riservatezza. E’ insieme una formula giuridica moderna e antica.
E’ l’arma piu’ potente che il Capitalesimo possa adottare e promuovere all’interno del suo modello, internazionale, tecnologico e finanziario, perche’ consente di poter fruire di una ricchezza senza esserne proprietario, ma godendone tutti i possibili benefici. E senza dovervi pagare sopra ingenti quote di tasse e balzelli in caso di successione. L’istituto del trust, come e’ immaginabile, viene utilizzato dai grandi proprietari, dai titolari di ricchezze e dai nobili, per tramandare il loro intero patrimonio. Dal Medio Evo i re con le loro corti, i baroni, i conti, i marchesi e dai tempi piu’ recenti i nuovi ricchi, i parvenus del mondo tecnologico e finanziario, trasferiscono ai figli e alle generazioni successive il loro immenso patrimonio con questa semplice tecnica giuridica. Piu’ che mai attuale, per garantire sopravvivenza ai feudi e ai privilegi che essi consentono. Alla faccia della democrazia e dei suoi orpelli illuministici quali la liberta’, la fratellanza e, soprattutto, l’uguaglianza.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

 

Europa/Zielonka

Jan Zielonka – Disintegrazione. Come salvare l’Europa dall’Unione Europea – Laterza (2015)

Dopo il fallimento della Lehman Brothers, la Germania ha dichiarato che la garanzia virtuale offerta ad altre istituzioni finanziarie doveva essere fornita da ciascun paese tramite interventi distinti, non dall’Europa nell’ambito di un’azione comune. Cio’ ha messo a dura prova le economie più fragili dell’eurozona e ha contribuito a far esplodere la crisi dell’euro.
Durante la crisi, la Germania ha sempre fatto abbastanza per prevenire il crollo della moneta unica, ma poco per attenuare le differenze strutturali tra le economie piu’ forti e quelle piu’ vulnerabili. Per esempio, ha acconsentito alla creazione del meccanismo europeo di stabilita’ che prevede l’iniezione diretta di capitali nelle banche, ma i fondi proposti erano inadeguati e soggetti a rigide condizioni. In parole povere, le politiche tedesche miravano piu’ a punire che ad assistere.
Il trattato sul fiscal compact, per esempio, impone sanzioni severe ai paesi che non riducono il debito in eccesso del 5 per cento l’anno. Obbliga inoltre gli Stati membri a condividere i loro piani di bilancio con le istituzioni dell’Unione. Alcuni critici […] sostengono che i tagli ai bilanci stanno facendo calare la domanda e salire la disoccupazione, indeboliscono la fiducia dei consumatori e frenano la crescita. Una strategia alternativa consisterebbe nel rinunciare al metodo punitivo rigorista e nel sollevare i paesi colpiti dalla crisi dagli oneri eccessivi dei tassi di interesse, che ne ostacolano la crescita.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/recensione-a-disintegrazione-di-jan-zielonka/
https://www.notiziegeopolitiche.net/recensione-a-jan-zielonka-disintegrazione-come-salvare-leuropa-dallunione-europea/

Stato/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

Siamo entrati in un’epoca di paura. L’insicurezza e’ tornata a essere un ingrediente attivo della vita politica nelle democrazie occidentali. Un’insicurezza che nasce dal terrorismo, naturalmente; ma anche, e in modo piu’ insidioso, dalla paura per la velocita’ incontrollabile del cambiamento, dalla paura di perdere il lavoro, dalla paura di perdere terreno rispetto agli altri in una distribuzione delle risorse sempre piu’ iniqua, dalla paura di perdere il controllo delle circostanze e delle consuetudini della nostra vita quotidiana.
E (forse soprattutto) dalla paura che non siamo soltanto noi a non essere piu’ in grado di plasmare la nostra vita, ma che anche coloro i quali detengono il potere abbiano perso il controllo in favore di forze al di sopra della loro portata.

Info: 
https://www.anobii.com/books/Guasto_%C3%A8_il_mondo/9788842094906/0143e00f6065eac5e8
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo? – Universita’ Bocconi Editore (2017)

Un’amministrazione populista presenta tre caratteristiche: il tentativo di appropriarsi dell’apparato statale, la corruzione e il «clientelismo di massa» (scambiando benefici materiali o favori burocratici per ottenere il sostegno politico di cittadini che diventano «clienti» dei populisti) e gli sforzi sistematici per reprimere la societa’ civile.
Naturalmente, anche molti dittatori si comportano in modo analogo. La differenza e’ che i populisti giustificano la propria condotta sostenendo di essere gli unici a rappresentare il popolo; questo consente loro di ammettere tali pratiche piuttosto apertamente e spiega inoltre il motivo per cui raramente le rivelazioni di corruzione sembrano danneggiare i leader populisti (si pensi a Erdoğan in Turchia o al populista di estrema destra Jörg Haider in Austria). I loro seguaci pensano «lo stanno facendo per noi», l’unico popolo autentico.

Jnfo:
https://giornatedilettura.wordpress.com/2018/04/12/che-cose-il-populismo-la-risposta-di-jan-werner-muller-recensione-di-vittorio-panicara/  
https://www.anobii.com/books/Cos%27%C3%A8_il_populismo/9788883502620/016bf048de71cc1e17

Europa/Calenda

Carlo Calenda – Orizzonti selvaggi: capire la paura e ritrovare il coraggio – Feltrinelli (2018)

L’Europa ha preso la sua attuale forma istituzionale nel periodo “dell’Occidente trionfante” e anche per questo ne ha seguito la parabola, con effetti amplificati. Il trattato di Maastricht del’92, l’adozione dell’euro (1999-2002) e l’allargamento ai paesi dell’Est (2004) hanno rappresentato la fase ascendente; la bocciatura del progetto di costituzione europea (2005), il trattato di Lisbona (2007), la crisi dei debiti sovrani (2010-11), la Brexit (2016) e la crisi migratoria quella discendente.
L’Europa e’ oggi l’anello più debole dell’Occidente.
Priva di un’identita’ – che la sua governance “morbida”, lenta e consensuale prima e l’allargamento poi le hanno impedito di trovare – l’Ue appare oggi inadatta ad affrontare un’epoca di relazioni economiche e politiche dure. Semplicemente l’Unione Europea forse non e’ equipaggiata per stare a galla nel mare agitato dalla paura e dal nazionalismo.

Info:
https://formiche.net/2018/11/orizzonti-selvaggi-recensione-al-libro-carlo-calenda/
https://www.anobii.com/books/Orizzonti_selvaggi/9788807173509/01492fb65e34e746eb

Finanziarizzazione/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Il valore di tutto – Laterza (2018)

Mentre Samuel Palmisano (presidente di IBM dal 2000 al 2011, e amministratore delegato dal 2002 al 2011) affermo’ che l’obiettivo principale di IBM era di raddoppiare gli utili nei successivi cinque anni, mezzo secolo prima, nel 1968, Tom Watson Jr. (presidente di IBM dal 1952 al 1971) aveva affermato che le tre priorita’ di IBM erano 1) la considerazione per i singoli impiegati; 2) l’impegno al servizio della clientela; 3) raggiungere l’eccellenza.
Anche se si tratta di aneddoti, le due dichiarazioni da parte di due diversi amministratori delegati di IBM in due tempi differenti dimostrano come le priorita’ siano cambiate.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_valore_di_tutto/9788858127841/01dd6d24ba48fe41d4
https://www.pandorarivista.it/articoli/valore-di-tutto-mariana-mazzucato/