Neoliberismo/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

“neoliberismo”. Termine che comprende numerosi filoni e “marchi”, accomunati da un’idea di fondo: che la liberta’ dei mercati (dei luoghi, cioe’, in cui gli individui massimizzano i propri interessi materiali) sia il mezzo migliore per appagare le aspirazioni dell’uomo, e che i mercati siano sempre preferibili agli Stati e alla politica, i quali nel migliore dei casi sono inefficienti, nel peggiore mettono a repentaglio la liberta’.

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http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/

 

Neoliberismo/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti. Perche’ la crisi non ha sconfitto il neoliberismo – Laterza (2014)

[Il] neoliberismo ha conquistato il predominio trionfando su quella che era stata – in alcuni, ma non in tutti i paesi del mondo sviluppato – una stagione trentennale di riduzione delle disparita’ sociali ed economiche e di crescente attenzione a bisogni sociali e obiettivi collettivi basate soprattutto sull’intervento dello Stato nazionale democratico.
A livello politico, la vittoria del neoliberismo si tradusse nella sconfitta storica del centrosinistra sul piano sia delle idee che della forza organizzativa, e nella vittoria della destra e della sua preferenza per le individualita’ forti, ricche e potenti, contro qualsiasi idea di interesse collettivo che andasse al di la’ del semplice mantenimento dell’ordine […]
Che cosa rimaneva di quella che si era abituati a chiamare “sinistra? […] [La] recente débâcle bancaria e finanziaria ha messo a sua volta in crisi il modello neoliberista. Come tutti i modelli, anche il neoliberismo si sta esaurendo […] La crisi finanziaria ha effettivamente frenato il restringimento del ruolo dello Stato promosso dal neoliberismo, diffondendo la convinzione che la deregolamentazione del settore finanziario fosse andata troppo in la’ […]
Comincia ad aver senso chiedersi: “Che cosa rimane della destra?

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Neoliberismo/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

Il capitalismo di Francia, Germania e Giappone […] aveva sviluppato la concezione di una varieta’ di soggetti partecipi degli interessi dell’azienda (stakeholders) come i clienti, i dipendenti, i possessori  di obbligazioni e a volte le comunita’ locali o l’interesse nazionale, cui l’azienda doveva rispondere direttamente, e non attraverso la soddisfazione degli azionisti. Questi modelli furono generalmente accantonati negli anni Novanta, quando si affermo’ la superiorita’ del modello angloamericano come perfetta espressione degli ideali neoliberisti […] Le economie imperniate sugli stakeholders dipendevano da idee locali ed esperienze condivise secondo cui l’impresa era parte integrante della societa’, consentendo ai membri di quest’ultima di confidare (a torto o a ragione) nelle acrobazie volte a bilanciare i vari interessi riconosciuti dal modello. Il modello orientato agli azionisti [shareholders] era piu’ in linea con l’impersonalita’ dell’economia globale, in cui si puo’ (e si deve) avere a che fare con estranei, senza alcun coinvolgimento o fiducia personale. Il modello angloamericano richiede un solo tipo di fiducia: che il mercato sia puro. Rispetto ad esso, l’approccio orientato agli stakeholders si rivelo’ troppo locale, e poco adatto a essere esportato. Fu il trionfo del modello basato sulla massimizzazione del valore per gli azionisti, e con esso dell’idea secondo cui la massimizzazione dei benefici per gli azionisti assicura la soddisfazione di ogni altro interesse rilevante.

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Populismo/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

L’estrema destra parla dei problemi della globalizzazione, o mondializzazione, ma poi li scarica sulle persone degli immigrati, loro stessi le principali vittime della globalizzazione anziche’ la causa dei problemi che essa crea.
Il malcontento va reindirizzato sulle vere cause dei problemi: le grandi aziende e l’esclusiva ricerca del profitto che distruggono le comunita’ e creano instabilita’ ovunque nel mondo […]
Se la gente e’ incoraggiata a crearsi un’identita’ in base all’opposizione a certi gruppi razziali o agli impiegati statali, e se e’ spinta a considerare le proprie frustrazioni e insoddisfazioni come provocate innanzitutto da costoro, la politica si concentrera’ su tali obiettivi e ignorera’ altre questioni.

info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/

Finanziarizzazione/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

Uno dei principali problemi di qualsiasi iniziativa economica e’ l’incertezza: il rischio che un imprevisto mandi all’aria il business plan. Ma a questo problema il mercato ha trovato una soluzione: per molte forme di incertezza e’ possibile stimare la probabilita’ che si verifichi il peggio. Una volta trasformata in rischio calcolabile, l’incertezza puo’ essere misurata in termini monetari. In tal modo e’ possibile determinare il valore del rischio che si corre.
E’ questo il principio di fondo delle assicurazioni. I rischi, cosi’ ridefiniti, possono essere acquistati e venduti. […]
Le banche costruirono pacchetti di rischi estremamente diversificati, miscelando (in proporzioni non specificate) prestiti a rischio zero con mutui privi di garanzie adeguate: gli acquirenti di questi pacchetti non erano molto interessati al loro contenuto, ma solo alle filiere di opinioni basate su altre filiere di opinioni che, procedendo a ritroso all’infinito, determinavano i prezzi sui mercati secondari. In questo sistema, il guadagno dipende dalla velocita’ delle transazioni. Ogni volta che si vende un rischio a un prezzo anche solo leggermente superiore a quello di acquisto, si ricava un profitto; se con lo stesso metodo si acquista un altro rischio rivendendolo altrettanto alla svelta, si guadagna altro denaro.

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Neoliberismo/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

La critica neoliberista dei mercati del lavoro non si limitava […] a porre in questione le politiche macroeconomiche di gestione della domanda, ma era rivolta, più in generale, contro i tentativi di governi e sindacati di imporre standard di orari, condizioni di lavoro e contributi previdenziali diversi da quelli prodotti autonomamente dalla concorrenza sul mercato. Quei tentativi, essendo costosi, non potevano provocare altro che aumento dei prezzi, minore domanda e maggiore disoccupazione. Per questo i neoliberisti raccomandavano lo smantellamento delle norme di tutela dei lavoratori e la riduzione o l’eliminazione degli oneri sociali a carico delle imprese […]
[Il] vero e proprio tracollo del keynesianesimo, non fu perche’ le sue idee fossero sbagliate, ma perche’ il modello keynesiano era orientato soprattutto sugli interessi dei lavoratori manuali della societa’ industriale occidentale – una classe storicamente in declino e che andava perdendo la sua forza sociale. Le forze maggiormente avvantaggiate dal neoliberismo – prime fra tutte le imprese globali, soprattutto del settore finanziario – mantengono invece praticamente inalterata la loro importanza.

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Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Il cittadino ha un legame, attraverso il sistema politico ed elettorale democratico, con il governo (nazionale o locale). Il governo ha un legame, attraverso la legge-contratto, con il fornitore privato. Ma il cittadino non ha alcun legame, ne’ di mercato ne’ di cittadinanza, con il fornitore, e dopo la privatizzazione non puo’ piu’ sollevare questioni relative all’erogazione del servizio con il governo, perche’ questi ha appaltato la prestazione al suo esterno. Di conseguenza il servizio pubblico e’ divenuto postdemocratico: d’ora in avanti il governo e’ responsabile verso il demos solo per la politica generale, non per la sua attuazione nei dettagli […]. Dopo la privatizzazione o l’appalto, le aziende subappaltano ulteriormente alcuni compiti e il servizio si allontana ancor piu’ dalla portata dei cittadini.

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Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Il welfare state diventa poco a poco residuale, destinato al povero bisognoso piuttosto che parte dei diritti universali della cittadinanza; i sindacati vengono relegati ai margini della societa’; torna in auge il ruolo dello Stato come poliziotto e carceriere; cresce il divario tra ricchi e poveri; la tassazione serve meno alla redistribuzione del reddito; i politici rispondono in prima istanza alle esigenze di un pugno di imprenditori ai quali si consente di tradurre i propri interessi particolari in linee di condotta politica generali; i poveri smettono progressivamente di interessarsi al processo in qualsiasi forma e non vanno neppure a votare.

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Finanziarizzazione/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

Gli ultimi trent’anni sono stati contraddistinti dalla  diffusione di un alto livello di indebitamento tra persone con redditi limitati, la cui unica ricchezza era una casa impegnata a garanzia del debito. L’aumento di valore delle case faceva si’ che la concessione di prestiti a queste categorie di persone non apparisse eccessivamente rischiosa; le banche cominciarono a sfruttare la possibilita’ di negoziare questi rischi sui mercati secondari, facendoli rientrare nel processo di ripartizione dei rischi […].
Tra questi rischi vi erano anche tranches di mutui privi di adeguata garanzia e debiti da carte di credito: questi titoli venivano impacchettati insieme a rischi meno elevati, creando nuovi titoli, scambiati a loro volta sui mercati secondari, confidando […] che gli acquirenti non si sarebbero presi la briga di analizzarne i contenuti. In tal modo, mercati secondari gia’ di per se’ instabili hanno “contribuito” a sostenere elevati livelli di consumi, e con essi l’attivita’ economica generale, consentendo a coloro che avevano solo dei redditi modesti di spendere denaro che non possedevano.

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