Neoliberismo/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

Gli economisti favorevoli al libero mercato spendono belle parole sui benefici delle frontiere aperte.
Sostengono che, grazie a questa apertura, le imprese possono procurarsi i beni piu’ economici in ogni angolo del mondo e offrire ai consumatori ottimi affari […]
Ma esiste una transazione economica della quale non parlano allo stesso modo: l’immigrazione, o circolazione transfrontaliera delle persone […]
[L’]immigrazione libera sarebbe impraticabile dal punto di vista economico e inaccettabile da quello politico.

Info: 
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Via via che le funzioni dello Stato sono appaltate ai privati, lo Stato comincia a perdere la competenza di fare cose che in precedenza gli riuscivano benissimo; man mano perde addirittura contatto con le conoscenze necessarie a comprendere il funzionamento di certe attivita’.
E’ costretto dunque a subappaltare ancora di piu’ e a pagare consulenti per farsi dire come fare il suo lavoro.
Il governo diviene una sorta di idiota istituzionale, poiche’ le sue mosse sempre mal informate sono anticipate e quindi sminuite dagli scaltri soggetti che agiscono nel mercato.
Da questo discende la raccomandazione politica centrale dell’ortodossia economica contemporanea: lo Stato farebbe meglio a non fare nulla, salvo garantire la liberta’ dei mercati.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

Neoliberismo/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

“neoliberismo”. Termine che comprende numerosi filoni e “marchi”, accomunati da un’idea di fondo: che la liberta’ dei mercati (dei luoghi, cioe’, in cui gli individui massimizzano i propri interessi materiali) sia il mezzo migliore per appagare le aspirazioni dell’uomo, e che i mercati siano sempre preferibili agli Stati e alla politica, i quali nel migliore dei casi sono inefficienti, nel peggiore mettono a repentaglio la liberta’.

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/

 

Capitalismo/Judt

Tony Judt – Guasto e’ il mondo – Laterza (2012)

E indiscutibile che la caduta del Muro di Berlino e il tracollo, come in un domino, degli Stati comunisti, dalle porte di Vienna alle rive del Pacifico, abbiano segnato una transizione importantissima che ha liberato milioni di uomini e donne da un’ideologia cupa e ormai superata e dalle istituzioni autoritarie che di quell’ideologia erano il prodotto.
Ma nessuno potrebbe sostenere, con una qualche credibilita’, che il comunismo sia stato rimpiazzato da un’era di idilliaca serenita’.
Non c’e’ stata nessuna pace nella Iugoslavia postcomunista e pochissima democrazia in tutti gli Stati nati dallo scioglimento dell’Unione Sovietica. Quanto al libero mercato, di sicuro ha prosperato, ma non si sa bene a beneficio di chi.
L’Occidente, soprattutto l’Europa e gli Stati Uniti, si e’ fatto sfuggire un’opportunita’, di quelle che si presentano una volta in un secolo, per riplasmare il mondo sulla base di istituzioni e pratiche internazionali concordate e migliorate. Abbiamo preferito metterci seduti ad autocongratularci per aver vinto la guerra fredda: un metodo sicuro per perdere la pace.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842099819
https://ilmiolibro.kataweb.it/recensione/catalogo/3191/abbiamo-guastato-il-mondo-ma-una-via-di-uscita-ce/?refresh_ce
https://www.macrolibrarsi.it/libri/__guasto-e-il-mondo-libro.php

Stato/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

Lo stato stabilisce […] le regole di base che disciplinano cio’ che possono o non possono fare gli attori economici all’interno di un certo mercato. La pubblicita’ ingannevole, le vendite basate su informazioni fuorvianti, l’insider trading, insieme ad altre, sono tutte pratiche vietate. Le norme sui salari minimi, la sicurezza e la salute sul luogo di lavoro e gli orari lavorativi fissano limiti che le aziende non possono oltrepassare nel rapporto con i lavoratori.
Le norme sulle emissioni, le quote di anidride carbonica e i controlli sull’inquinamento acustico regolano le modalita’ con cui le aziende possono produrre le proprie merci. E via di questo  passo. Cosi’ la politica crea, plasma e riplasma i mercati ancora prima di dare il via a qualsiasi transazione.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Europa/Grossouvre

Henri De Grossouvre – Parigi, Berlino, Mosca. Geopolitica dell’indipendenza europea – Fazi (2004)

Le importanti scommesse che decideranno della nostra sorte a breve termine trascendono le tradizionali distinzioni destra/sinistra e possono essere formulate nelle seguenti domande:
– qual’ e’ lo scopo finale dell’Unione Europea, e a favore di chi operiamo trasferimenti di sovranita’, per quale politica estera, con quali alleati?
– l’Europa non deve essere altro che un grande mercato, capace di offrire degli sbocchi ai prodotti americani e soldati per le guerre, o puo’ impostare una politica propria?
– la globalizzazione liberista e’ ineluttabile, o esistono delle alternative?

Info:
http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Librieriviste/recensioni/parigiberlinomosca.htm
http://www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/259gollismo.html

Neoliberismo/Srniceck

Nick Srniceck, Alex Williams – Invntare il futuro – Produzioni Nero (2018)

Se c’e’ un’ideologia che domina la nostra era, questa e’ il neoliberismo.
Oggi viene data per scontata l’idea che il modo piu’ efficiente per produrre e distribuire beni e servizi sia il libero scambio sul mercato tra individui guidati soltanto dalla ragione strumentale; d’altra parte, regolamentazioni statali e imprese nazionalizzate vengono interpretate come distorsioni che rallentano le efficienti dinamiche proprie del mercato stesso.
Questa concezione del corretto funzionamento di un’economia e’ un punto di partenza comune sia ai critici che ai sostenitori del neoliberismo: semplicemente, il pensiero neoliberale e’ riuscito a stabilire cosa a questo punto dobbiamo considerare realistico, necessario e possibile. E nonostante la crisi del 2008 abbia parzialmente messo in discussione la cieca fiducia di cui il neoliberismo godeva, questo e’ comunque rimasto parte della nostra visione del mondo condivisa: una visione talmente radicata che persino i suoi critici fanno fatica a immaginare alternative coerenti.

Info:
https://www.anobii.com/books/Inventare_il_futuro/9788880560098/01b82e055beaceae9c
http://www.exasilofilangieri.it/presentazione-del-libro-inventare-futuro-un-mondo-senza-lavoro-n-srnicek-williams/

Neoliberismo/Srniceck

Nick Srniceck, Alex Williams – Inventare il futuro – Produzioni Nero (2018)

Nella percezione popolare, il neoliberismo e’ genericamente identificato come una celebrazione del libero mercato, un’impostazione che come corollario prevede la difesa a oltranza del libero scambio, dei diritti di proprieta’ e del libero movimento dei capitali […]
A differenza dell’opinione comune, […] il neoliberismo differisce dal liberalismo classico proprio nell’importante ruolo che attribuisce allo Stato. In effetti, un compito fondamentale del neoliberismo e’ stato quello di acquisire il controllo dell’apparato statale al fine di utilizzarlo per il conseguimento dei propri obiettivi; mentre cioe’ il liberalismo classico si erge a favore di una sfera naturale che esula dal controllo statale (le leggi naturali dell’uomo e del mercato), i neoliberali capiscono che di «naturale» i mercati hanno poco o nulla. […] Sotto il dominio del neoliberismo, nella creazione dei mercati «naturali» un ruolo fondamentale e’ giocato proprio dallo Stato: il neoliberismo esige cioe’ che sia lo Stato a difendere i diritti di proprieta’ privata, che sempre lo Stato faccia rispettare i contratti, che imponga una legislazione antitrust, che reprima il dissenso sociale, e che mantenga sempre e comunque la stabilita’ dei prezzi. […] Sarebbe quindi sbagliato credere che l’obiettivo dello Stato neoliberale sia semplicemente tirarsi indietro e non interferire coi mercati: gli interventi senza precedenti delle banche centrali sui mercati finanziari non sono sintomi del collasso dello Stato neoliberale ma, al contrario, gli effetti prodotti dalla sua funzione centrale: creare e sostenere i mercati a tutti i costi.
[…] Arrivati a questo punto, che le elezioni vengano vinte da partiti di sinistra o di destra conta poco: i dadi sono truccati, il neoliberismo ha vinto.

Info:
https://www.anobii.com/books/Inventare_il_futuro/9788880560098/01b82e055beaceae9c
http://www.exasilofilangieri.it/presentazione-del-libro-inventare-futuro-un-mondo-senza-lavoro-n-srnicek-williams/

 

Capitalismo/Calenda

Carlo Calenda – Orizzonti selvaggi Capire la paura e ritrovare il coraggio – Feltrinelli (2018)

La liberalizzazione internazionale delle merci e dei capitali avrebbe dovuto essere accompagnata all’interno delle societa’ occidentali da un ruolo attivo dello Stato nella gestione delle trasformazioni necessarie ad affrontarla e nella cura degli sconfitti. Piu’ ci si apre all’esterno, piu’ bisogna governare il cambiamento all’interno, e questo e’ un compito che solo le istituzioni nazionali possono assolvere. Invece e’ accaduto il contrario. L’applicazione delle stesse ricette liberiste all’interno e all’esterno ha moltiplicato l’effetto di “spiazzamento” di ampi strati della societa’.
Per gestire le ondate di cambiamento provenienti dall’innovazione tecnologica e dalla globalizzazione abbiamo bisogno di ripensare il rapporto fra Stato e mercato e tra crescita economica e crescita sociale in seno alle nostre democrazie. Del resto i casi di successo della globalizzazione sono stati caratterizzati da una presenza forte dello Stato nell’accompagnamento a un’apertura condizionata. La storia dello sviluppo di Giappone, Corea, Taiwan, Cina e India sta li’ a dimostrarlo.

Info:
https://formiche.net/2018/11/orizzonti-selvaggi-recensione-al-libro-carlo-calenda/
https://www.anobii.com/books/Orizzonti_selvaggi/9788807173509/01492fb65e34e746eb