Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo – Universita’ Bocconi Editore (2017)

Cio’ che distingue i democratici dai populisti e’ che i primi formulano le pretese di rappresentanza quasi come ipotesi che possono essere empiricamente confutate sulla base dei risultati effettivi di procedure e istituzioni regolari quali le elezioni […]
I populisti, al contrario, persistono con la loro pretesa di rappresentanza a qualunque costo perche’ essa e’ di natura morale e simbolica, non empirica, dunque non puo’ essere confutata.
Quando sono all’opposizione, i populisti sono portati inevitabilmente a mettere in dubbio le istituzioni che producono gli esiti «moralmente sbagliati».

Info:
https://giornatedilettura.wordpress.com/2018/04/12/che-cose-il-populismo-la-risposta-di-jan-werner-muller-recensione-di-vittorio-panicara/
https://www.anobii.com/books/Cos%27%C3%A8_il_populismo/9788883502620/016bf048de71cc1e17

Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo? – Universita’ Bocconi Editore (2017)

L’antipluralismo di principio e l’impegno per la «rappresentanza diretta» spiegano un’altra caratteristica della politica populista, che spesso e’ commentata separatamente. Mi riferisco al fatto che i partiti populisti sono quasi sempre monolitici al loro interno e i loro membri sono chiaramente subordinati a un unico leader (o, piu’ raramente, un gruppo di leader).
Dunque, la «democrazia interna  dei partiti politici – che alcune costituzioni ritengono effettivamente la cartina di tornasole della loro democrazia e dunque della loro legittimita’ (e, in sostanza, legalita’) – puo’ essere solo un pio auspicio.
Molti partiti sono […] macchine per selezionare ed eleggere dei leader o, nella migliore delle ipotesi, arene per una micropolitica dominata da una personalita’, anziche’ una tribuna per un dibattito ragionato.
Mentre questa e’ la tendenza generale dei partiti, quelli populisti sono particolarmente inclini a un autoritarismo interno. Se esiste un solo bene comune e un unico modo per rappresentarlo fedelmente (invece di una sua interpretazione consapevolmente faziosa ma anche consapevolmente fallibile), allora non e’ ovviamente ammissibile il disaccordo all’interno del partito che pretende di essere l’unico rappresentante legittimo del bene comune.

 

Info:
https://www.linkiesta.it/it/article/2017/02/27/jan-werner-muller-tecnocrazia-e-populismo-sono-due-facce-della-stessa-/33383/
https://giornatedilettura.wordpress.com/2018/04/12/che-cose-il-populismo-la-risposta-di-jan-werner-muller-recensione-di-vittorio-panicara/
https://www.anobii.com/books/Cos%27%C3%A8_il_populismo/9788883502620/016bf048de71cc1e17

Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo – Universita’ Bocconi Editore (2017)

Dovrebbero essere chiare le principali differenze tra democrazia e populismo: la prima consente a una maggioranza di autorizzare dei rappresentanti le cui azioni potrebbero risultare piu’ o meno conformi alle sue attese o ai suoi desideri; il secondo pretende che non si possa mettere in discussione alcuna azione del governo populista, perche’ «il popolo» ha cosi’ voluto. La prima presuppone che maggioranze mutevoli abbiano giudizi fallibili, contestabili; il secondo immagina un’entita’ omogenea esterna a tutte le istituzioni la cui identita’ e le cui idee possono essere pienamente rappresentate. […] La prima presuppone che le decisioni prese nel rispetto di tutte le procedure democratiche non sono «morali» in un senso tale per cui ogni opposizione debba invece essere considerata «immorale »; il secondo postula una decisione propriamente morale persino in circostanze di profondo disaccordo sulla moralita’ (e sulla politica). L’ultimo e più importante punto, e’ che per la democrazia «il popolo» puo’ apparire solo in modo istituzionalizzato e, in particolare, una maggioranza (e persino una «maggioranza schiacciante », espressione cara a Vladimir Putin) in parlamento non e’ «il popolo» e non puo’ parlare in suo nome; il populismo presuppone esattamente il contrario.

Info:
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Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo? – Universita’ Bocconi Editore (2017)

Un’amministrazione populista presenta tre caratteristiche: il tentativo di appropriarsi dell’apparato statale, la corruzione e il «clientelismo di massa» (scambiando benefici materiali o favori burocratici per ottenere il sostegno politico di cittadini che diventano «clienti» dei populisti) e gli sforzi sistematici per reprimere la societa’ civile.
Naturalmente, anche molti dittatori si comportano in modo analogo. La differenza e’ che i populisti giustificano la propria condotta sostenendo di essere gli unici a rappresentare il popolo; questo consente loro di ammettere tali pratiche piuttosto apertamente e spiega inoltre il motivo per cui raramente le rivelazioni di corruzione sembrano danneggiare i leader populisti (si pensi a Erdoğan in Turchia o al populista di estrema destra Jörg Haider in Austria). I loro seguaci pensano «lo stanno facendo per noi», l’unico popolo autentico.

Jnfo:
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Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo – Universita’ Bocconi Editore (2017)

1. Il populismo non e’ ne’ la parte autentica della moderna politica democratica ne’ una specie di patologia causata da cittadini irrazionali. E’ l’ombra permanente della politica rappresentativa. Esiste sempre la possibilita’ che un soggetto parli in nome del «popolo vero» per contestare le élite potenti. Nell’antica Atene il populismo non esisteva; forse la demagogia, ma non il populismo, che e’ invece presente unicamente nei sistemi rappresentativi. I populisti non si oppongono al principio della rappresentanza politica; insistono soltanto di essere gli unici rappresentanti legittimi.
2. Non tutti coloro che criticano le élite sono populisti. Oltre a essere antielitari, i populisti sono antipluralisti. Sostengono di essere gli unici a poter rappresentare il popolo. Tutti gli altri candidati politici sono essenzialmente illegittimi, e chi non sostiene i populisti non fa veramente parte del popolo. Quando sono all’opposizione, i populisti insisteranno inevitabilmente nel bollare le élite come immorali, mentre il popolo e’ un’entita’ morale e omogenea che non puo’ sbagliare.
3. Spesso puo’ sembrare che i populisti pretendano di rappresentare il bene comune come desiderato dal popolo. A un piu’ attento esame, si scopre che cio’ che importa ai populisti non e’ tanto il prodotto di un reale processo di formazione della volonta’ o di un bene comune comprensibile a chiunque provvisto di buonsenso, quanto piuttosto una rappresentazione simbolica del «popolo vero» da cui e’ poi dedotta la politica corretta. Cio’ rende la posizione politica di un populista immune alla contestazione empirica. I populisti possono sempre opporre il «popolo vero» o la «maggioranza silenziosa» ai rappresentanti eletti e al risultato ufficiale di un voto.
4. Anche se spesso i populisti pretendono referendum, questi non sono destinati ad avviare processi aperti di formazione democratica della volonta’ tra i cittadini. I populisti vogliono semplicemente essere confermati in quella che hanno gia’ stabilito come la volonta’ del popolo vero. Il populismo non apre la strada a una maggiore partecipazione alla politica.
5. I populisti possono governare, ed e’ probabile che lo facciano in linea con la loro adesione di fondo all’idea di essere gli unici rappresentanti del popolo. Concretamente, si impegneranno nelle pratiche volte a occupare lo Stato, al clientelismo di massa e alla corruzione, oltre che alla soppressione di qualunque cosa che assomigli a una societa’ civile critica. Queste azioni trovano un’esplicita giustificazione morale nell’immaginario politico populista, dunque possono essere dichiarate apertamente. I populisti possono anche scrivere costituzioni, che saranno di parte o «esclusive», destinate a mantenerli al potere al fine di perpetuare una presunta volonta’ popolare originale e autentica. Con ogni probabilita’, prima o poi essi sono destinati a provocare un serio conflitto costituzionale.
6. I populisti dovrebbero essere criticati per quello che sono, ossia un pericolo reale per la democrazia (e non solo per il «liberalismo»). Ma cio’ non significa che non li si debba coinvolgere nel dibattito politico. Parlare con i populisti non equivale a esprimersi come loro. E’ possibile prendere seriamente in considerazione i problemi che essi evidenziano senza accettare il loro modo di dipingerli.

Info:
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Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo – Universita’ Bocconi Editore (2017)

I populisti sono sempre stati anche i fedeli portavoce del popolo vero e hanno elaborato i termini del contratto. Tuttavia, il punto e’ che il mandato imperativo non e’ stato affatto conferito dal popolo; le sue istruzioni apparentemente dettagliate si basano su un’interpretazione dei politici populisti […]
Facendo finta che una tale volonta’ esista si indebolisce la responsabilita’ democratica. I populisti possono sempre tornare a rivolgersi al popolo e dire: «Abbiamo realizzato esattamente quanto volevate, ci avete autorizzato; se qualcosa va storto, non e’ colpa nostra».
Al contrario, un libero mandato, a differenza di quello imperativo, fa gravare sui rappresentanti l’onere di giustificare il modo in cui hanno fatto uso del loro giudizio politico, non appena si ripresenta il momento delle elezioni – ovvero, il momento di rispondere del proprio operato […] In breve, il problema non e’ mai la capacita’ imperfetta del populista di rappresentare la volonta’ del popolo; piuttosto, sono sempre le istituzioni che in qualche modo producono i risultati sbagliati. Insomma, anche se queste sembrano veramente democratiche, deve esserci qualcosa dietro le quinte che consente alle elite corrotte di continuare a tradire il popolo. Le teorie della cospirazione non sono percio’ una aggiunta curiosa alla retorica populista; sono radicate e sfociano proprio dalla logica del populismo stesso.

Info:
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Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo – Universita’ Bocconi Editore (2017)

L’ideologia dominante del populismo riposa sull’assunto che il popolo sia sempre e comunque nel vero, che sia vox Dei. Ovviamente, siccome il popolo non parla da se’ ma qualcuno deve parlare in suo nome e rivendicare la sua veridicita’ e giustezza sopra le parti che lo compongono, per comprendere il populismo dobbiamo tenerlo sempre associato alla leadership personale e alla sua rivendicazione di rappresentanza. […] Un leader che, in questo modo, contesta la leadership esistente (appunto l’establishment) con l’intento di scalzarla e prenderne il posto, non solo per via elettorale (com’è ovvio che sia in democrazia) ma prima ancora e soprattutto per via di opinione, o entrando in diretto contatto con il suo popolo.
Il populismo e’ una sfida alla democrazia rappresentativa nel nome della rappresentanza diretta del popolo e insieme una strategia o un meccanismo di sostituzione o avvicendamento della leadership.

Info:
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