Neoliberismo/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

Gli economisti favorevoli al libero mercato spendono belle parole sui benefici delle frontiere aperte.
Sostengono che, grazie a questa apertura, le imprese possono procurarsi i beni piu’ economici in ogni angolo del mondo e offrire ai consumatori ottimi affari […]
Ma esiste una transazione economica della quale non parlano allo stesso modo: l’immigrazione, o circolazione transfrontaliera delle persone […]
[L’]immigrazione libera sarebbe impraticabile dal punto di vista economico e inaccettabile da quello politico.

Info: 
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Neoliberismo/Harvey

David Harvey – Breve storia del neoliberismo – ilSaggiatore (2007)

Se lo stato neoliberista e’ per sua natura instabile, che cosa potra’ rimpiazzarlo? Negli Stati Uniti vi sono segnali di una risposta decisamente neoconservatrice a questa domanda […]
[I] neoconservatori americani sono favorevoli al potere delle grandi aziende, all’impresa privata e alla restaurazione del potere di classe.
Il neoconservatorismo e’ dunque del tutto coerente con il programma neoliberista di governo delle elite, sfiducia nella democrazia e mantenimento delle liberta’ di mercato, ma si allontana dai principi del neoliberismo puro e ha riformulato le pratiche neoliberiste per quanto concerne due aspetti fondamentali: in primo luogo nella preoccupazione che mostra per l’ordine quale risposta al caos degli interessi individuali, e in secondo luogo nel suo interesse per una morale esasperata come necessario collante sociale per mantenere lo stato al sicuro da pericoli interni ed esterni. […]
I neoconservatori esaltano dunque l’importanza della militarizzazione come antidoto al caos degli interessi individuali, e per questa ragione sono estremamente portati a sottolineare le minacce, reali o immaginate, sia in patria che all’estero, all’integrita’ e alla stabilita’ della nazione.
I valori morali che adesso sono divenuti cruciali per i neoconservatori possono essere meglio compresi quali prodotti della particolare coalizione creatasi negli anni settanta tra gli interessi di classe ed economici delle elite […] Si tratta di valori morali centrati su nazionalismo culturale, virtu’ morale, cristianesimo (di un certo tipo evangelico), famiglia e diritto alla vita e sull’opposizione ai nuovi movimenti sociali come il femminismo, i diritti degli omosessuali, la tutela dei diritti delle minoranze e l’ambientalismo.

Info:
https://www.anobii.com/books/Breve_storia_del_neoliberismo/9788842813767/018355f59cc01714a4
https://www.sinistrainrete.info/neoliberismo/12763-jason-hickel-breve-storia-del-neoliberismo-con-alcuni-antidoti.html

Neoliberismo/Chang

La nostra prosperita’ dipende in tutto e per tutto da un livello avanzato di integrazione economica internazionale.
D’altra parte, pero’, questo non significa che tutte le forme e i gradi di integrazione siano ugualmente desiderabili.
In quali settori e fino a che punto un paese dovrebbe aprirsi all’esterno, quanta integrazione internazionale globale debba perseguire, in quali aree e a quali livelli, dipende dai suoi obiettivi e dalle sue capacita’ di lungo termine: il protezionismo puo’ essere positivo se e’ applicato nel modo giusto per il settore giusto.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Neoliberismo/Crouch

Colin Crouch – Il potere dei giganti. Perche’ la crisi non ha sconfitto il neoliberismo – Laterza (2014)

Perche’ le banche si sono rivolte ai governi chiedendo di salvarle con somme di denaro ingenti, se gli stessi governi asseriscono di essere molto meno efficienti delle imprese sul mercato, e di dover ridurre al minimo i propri interventi sul mercato?
E perche’ i governi hanno accettato le richieste delle banche?
E’ vero o no che le grandi banche sono “troppo grandi per fallire”, e che quando hanno problemi i governi e i contribuenti devono correre in loro aiuto?
Se e’ vero, non significa forse ammettere che il funzionamento del  mercato va incontro a limiti molto seri, e che il neoliberismo vacilla nei suoi presupposti di fondo?

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/

Neoliberismo/Chang

Ha-Joon Chang – 23 cose che non ti hanno mai detto sul capitalismo – ilSaggiatore (2012)

Ci sono diversi modi di organizzare il capitalismo.
Il capitalismo liberista e’ solo uno – e neanche tra i migliori.
Gli ultimi trent’anni hanno dimostrato che, contrariamente alle pretese dei suoi sostenitori, esso rallenta l’economia, aumenta la disuguaglianza e l’insicurezza, e porta a crolli finanziari piu’ frequenti (e talvolta rovinosi).

Info:
https://www.anobii.com/books/23_cose_che_non_ti_hanno_mai_detto_sul_capitalismo/9788842817765/012bbaa6060194138a

Neoliberismo/Srniceck

Nick Srniceck, Alex Williams – Inventare il futuro – Produzioni Nero (2018)

Sappiamo bene che «modernizzazione» si traduce in termini pratici in tagli ai posti di lavoro e al welfare e nella privatizzazione dei servizi pubblici: oggi modernizzare significa in sostanza «neoliberalizzare ».
Stessa sorte e’ toccata alla parola «liberta’ », diventata sinonimo di liberta’ individuale, liberta’ dallo Stato e liberta’ di scegliere tra i vari beni di consumo […] limitando l’idea di liberta’ a quella da esercitare sul mercato, questa ideologia ha cavalcato anche i desideri indotti dal consumismo.

Info:
https://www.anobii.com/books/Inventare_il_futuro/9788880560098/01b82e055beaceae9c
http://www.exasilofilangieri.it/presentazione-del-libro-inventare-futuro-un-mondo-senza-lavoro-n-srnicek-williams/

Neoliberismo/Grossouvre

Henri De Grossouvre – Parigi, Berlino, Mosca. Geopolitica dell’indipendenza europea – Fazi (2004)

La globalizzazione liberista mira a distruggere tutte le strutture intermedie dell’esercizio del potere tra il cittadino, divenuto tragicamente individuo, oggetto, consumatore, e il mercato mondiale […]
Questa volonta’ di eliminare i popoli, le nazioni e gli Stati sovrani e’ l’attributo principale del soggetto mondializzatore e/o globalista, quello che incarna o rappresenta il nuovo potere polimorfo emergente su scala planetaria. E questo significa privare la democrazia del suo campo istituzionale di esercizio, vuol dire più in generale abolire lo spazio politico.

Info:
http://www.archiviostorico.info/Rubriche/Librieriviste/recensioni/parigiberlinomosca.htm
http://www.caffeeuropa.it/pensareeuropa/259gollismo.html

Neoliberismo/Chang

Ha-Joon Chang – Economia. Istruzioni per l’uso – ilSaggiatore (2016)

[In alcuni paesi] la deindustrializzazione prematura e’ principalmente il risultato delle politiche economiche neoliberiste attuate a partire dagli anni ottanta.
L’improvvisa liberalizzazione del commercio ha distrutto interi settori industriali di quei paesi. La liberalizzazione finanziaria ha permesso alle banche di offrire prestiti ai consumatori (piu’ redditizi), distogliendoli dai produttori.
Le politiche rivolte al controllo dell’inflazione, come l’adozione di alti tassi d’interesse e la sopravvalutazione della moneta, hanno gravato ulteriormente sulle già agonizzanti aziende manifatturiere rincarando i prestiti e rendendo piu difficile l’esportazione dei prodotti.

Info:
http://giustiziaintergenerazionale.it/tag/ha-joon-chang/
http://temi.repubblica.it/micromega-online/critica-dell%E2%80%99espertocrazia-economica/?printpage=undefined

Neoliberismo/Jha

Prem Shanlar Jha – Il caos prossimo venturo – Neri Pozza (2015)

L’ascesa delle grandi aziende transnazionali [TNC] ha anche trasformato il commercio mondiale. Un terzo di quello che viene ancora classificato come commercio internazionale e’ di fatto costituito da transazioni tra societa’ appartenenti alla stessa TNC operanti in paesi diversi. Un altro terzo del commercio internazionale corrisponde alle attivita’ «indipendenti» delle singole affiliate, quali subappalti, concessioni in licenza, franchising e formazione di alleanze strategiche, che non prevedono la partecipazione azionaria della multinazionale capogruppo. Le TNC controllano cosi’ i due terzi del commercio internazionale.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_caos_prossimo_venturo/9788854501614/0116bf78de66ec23c1
http://tempofertile.blogspot.com/2017/06/prem-shankar-yha-il-caos-prossimo.html