Stato/Gila

Paolo Gila – Capitalesimo. Il ritorno del feudalesimo nell’economia mondiale – Bollati Boringhieri (2013)

Le cariche di potere non vengono assegnate su base popolare: non c’e’ alcuna elezione democratica che stabilisca chi debba presiedere l’Onu, la Banca Centrale Europea, il Fondo Monetario Internazionale, la Nato, il Wto: tutte queste istituzioni – come del resto molte altre – cooptano al loro interno i funzionari, i dirigenti o i ricercatori, sulla base di qualita’ professionali, ma soprattutto di fedelta’ alla visione del modello emergente. Il criterio di selezione e di adozione dei nuovi conti e baroni e’ la loro presunta capacita’ «tecnica»; il vero merito e’ di essere funzionali al sistema.

Info:
http://www.spazioterzomondo.com/2013/04/recensione-paolo-gila-capitalesimo-bollati-boringhieri/
https://www.sololibri.net/Capitalesimo-Paolo-Gila.html

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

I governi rinunciano progressivamente a qualsiasi ruolo distintivo nel servizio pubblico (il che comporta il dovere di garantire ai cittadini un livello elevato di servizi piu’ o meno equi) e chiedono ai loro ministeri di comportarsi come aziende (il che comporta il dovere di fornire un servizio della qualita’ richiesta dall’aderenza agli obiettivi finanziari) […]
Come l’azienda fantasma, il governo cerca gradualmente di spogliarsi di ogni responsabilita’ diretta nella conduzione dei servizi pubblici […]
Ma nel fare cio’ rinuncia alla sua pretesa a esercitare funzioni speciali esclusive del servizio pubblico. Questo porta alla conclusione ulteriore che i servizi pubblici dovrebbero essere gestiti da persone che provengono dal settore privato perche’ ormai le loro capacita’ sono le uniche che contano.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

Stato/Crouch

ColinCrouch – Il potere dei giganti – Laterza (2014)

Possiamo […] individuare almeno cinque tipi di gruppi che svolgono un ruolo essenziale nella societa’ civile e si ispirano prevalentemente a valori.
Innanzi tutto vanno ricordati […] i partiti politici, che collegano lo Stato alla societa’ piu’ vasta e sono spesso i veicoli con cui le campagne d’opinione e i temi caldi entrano nel sistema politico.
I partiti dunque per la societa’ civile hanno importanza vitale e sono canali fondamentali per qualsiasi tentativo di sfidare il potere politico delle imprese […]
In secondo luogo vanno ricordate le religioni, che pur avendo perso il loro antico primato sul terreno dei valori restano tra gli attori principali e godono di proprie risorse, autonome dalle imprese e dallo Stato […]
Il terzo soggetto sono i gruppi di opinione […]
Troviamo poi una categoria di soggetti che tende a confondersi con i gruppi di attivisti: il volontariato. La principale differenza è che mentre quei gruppi [di opinione] premono su governi, imprese e altri soggetti, di solito in modo polemico e conflittuale, per costringerli a intervenire e risolvere un determinato problema, le organizzazioni filantropiche e di volontariato scendono in campo in prima persona mettendo a disposizione le risorse necessarie, senza rivolgersi allo Stato o all’impresa […]
Infine, ritengo che facciano parte della societa’ civile anche le professioni, alludendo con questo termine a qualsiasi gruppo professionale che abbia elaborato una serie autonoma di valori riguardo ai modi di svolgere la propria attivita’, spesso in contrapposizione alla logica di massimizzazione del profitto. Per alcune professioni tali valori sono iscritti negli statuti e nei piani formativi, mentre in altri casi emergono dal confronto informale tra gruppi di operatori. L’attività professionale, alla stregua del volontariato, non è orientata primariamente alle campagne di opinione e al conflitto, ma allo svolgimento di un lavoro in cambio di denaro. Tuttavia, è radicata nei valori e talvolta offre l’occasione di contestare la logica dominante dello Stato e dell’impresa.

Info:
http://tempofertile.blogspot.com/2013/09/colin-crouch-il-potere-dei-giganti.html
https://tramedoro.eu/?p=2447
https:/www.pandorarivista.it/articoli/disuguaglianze-intervista-colin-crouch/

Economia di mercato/Harvey

David Harvey – La crisi della modernita’ – ilSaggiatore (2010)

La crescita fenomenale che si determino’ durante il boom postbellico dipendeva […] da una serie di compromessi e di nuovi posizionamenti da parte dei protagonisti del processo di sviluppo capitalistico.
Lo stato doveva assumere nuovi ruoli (keynesiani) e creare nuovi poteri istituzionali; il capitale aziendale doveva aggiustare in qualche misura la rotta per navigare piu’ tranquillamente nelle acque di una sicura redditivita’; e i lavoratori organizzati dovevano assumere nuovi ruoli e nuove funzioni in relazione al rendimento sul mercato del lavoro e nei processi produttivi. Il rapporto di forze, teso ma tuttavia saldo, fra la forza lavoro organizzata, il capitale delle grandi aziende e lo stato nazionale, che costitui’ la base del boom postbellico, non fu raggiunto per caso: esso fu il risultato di anni di lotte […]
Il fordismo postbellico deve essere visto, quindi, non tanto come un semplice sistema di produzione in serie quanto come uno stile di vita. La produzione in serie voleva dire standardizzazione del prodotto e consumo di massa; e cio’ significava un’estetica assolutamente nuova e una mercificazione della cultura che molti neoconservatori […] avrebbero poi considerato dannosa per il mantenimento dell’etica del lavoro e di altre presunte virtu’ capitalistiche.
Anche il fordismo sfrutto’ e contribui’ all’estetica del modernismo – con particolare riferimento alla propensione di quest’ultimo per la funzionalita’ e l’efficienza – in modi molto espliciti, mentre le forme dell’intervento statale (guidato da principi di razionalita’ burocratico-tecnica) e la configurazione del potere politico che davano coerenza al sistema poggiavano sulle nozioni di una democrazia economica di massa tenuta assieme da un equilibrio di interessi speciali.
Il fordismo postbellico era anche un fenomeno internazionale. Il lungo boom del dopoguerra dipendeva fondamentalmente da una massiccia espansione del commercio mondiale e dei flussi degli investimenti  internazionali.

Info: 
https://www.anobii.com/books/La_crisi_della_modernit%C3%A0/9788851520366/012ddde8b392d53a07
http://www.leparoleelecose.it/?p=10178

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Via via che le funzioni dello Stato sono appaltate ai privati, lo Stato comincia a perdere la competenza di fare cose che in precedenza gli riuscivano benissimo; man mano perde addirittura contatto con le conoscenze necessarie a comprendere il funzionamento di certe attivita’.
E’ costretto dunque a subappaltare ancora di piu’ e a pagare consulenti per farsi dire come fare il suo lavoro.
Il governo diviene una sorta di idiota istituzionale, poiche’ le sue mosse sempre mal informate sono anticipate e quindi sminuite dagli scaltri soggetti che agiscono nel mercato.
Da questo discende la raccomandazione politica centrale dell’ortodossia economica contemporanea: lo Stato farebbe meglio a non fare nulla, salvo garantire la liberta’ dei mercati.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

Stato/Mazzucato

Mariana Mazzucato – Lo stato innovatore – Laterza (2014)

Non basta, naturalmente, parlare di «Stato imprenditoriale »: bisogna costruirlo, dedicando attenzione a quelle istituzioni e organizzazioni specifiche, all’interno dell’apparato statale, che sono in grado di creare strategie di crescita a lungo termine e «accettare» serenamente gli inevitabili insuccessi.
Non e’ un caso che i paesi piu’ deboli dell’Eurozona siano proprio quelli che spendono meno per cose che oggi appaiono onerose, ma che portano crescita: per esempio la R&S e la formazione del capitale umano […]
Tutto questo ha implicazioni importanti per la crisi dell’Eurozona: le condizioni che vengono imposte ai paesi piu’ deboli attraverso il fiscal compact non dovrebbero consistere in un dimagrimento indiscriminato del settore pubblico, ma in incentivi per i governi a spendere in aree chiave come l’istruzione e la R&S, e a trasformare il settore pubblico dall’interno per renderlo piu’ strategico, meritocratico e dinamico.
Puo’ sembrare un’impresa difficile, ma non e’ certo piu’ difficile che imporre un’austerita’ che sta minando la struttura socioeconomica e la competitivita’ futura dei paesi piu’ deboli.

Info:
https://www.anobii.com/books/Lo_Stato_innovatore/9788858113332/01b596b6e85e38699c
https://www.pandorarivista.it/articoli/lo-stato-innovatore-di-mariana-mazzucato/
https://www.libreriavolare.it/recensioni-libri/saggistica/lo-stato-innovatore/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858113332

Stato/Crouch

Colin Crouch – Postdemocrazia – Laterza (2009)

Allo scopo di incoraggiare attivita’ scientifiche, culturali e non commerciali […] i governi sempre piu’ spesso fanno dipendere il finanziamento pubblico di queste attivita’ dalla loro capacita’ di attrarre sponsor […]
Questo rafforza ulteriormente il potere dei ricchi, mettendoli in condizioni di determinare la destinazione dei fondi privati, poiche’ il denaro pubblico segue le scelte fatte dagli sponsor privati […]
L’obiettivo e’ ridurre la spesa pubblica, ma la conseguenza e’ che gruppi e individui danarosi vengono messi in condizione non solo di decidere quali attivita’, tra le tante, favorire con i loro soldi, ma contemporaneamente di svuotare il modello di spesa pubblica, che spesso originariamente esisteva proprio per stabilire priorita’ differenti da quelle scelte dai ceti abbienti. Un’ulteriore conseguenza di questi fenomeni e’ che gli imprenditori e i manager acquisiscono un canale privilegiato di accesso nei confronti dei politici e dei funzionari. Dato che il loro successo e la loro competenza dipendono interamente dalla loro capacita’ di massimizzare il valore per gli azionisti, e’ prevedibile che usino quei canali a beneficio delle singole aziende.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/postdemocrazia/
https://www.anobii.com/books/Postdemocrazia/9788842076728/01fad7210efb1e685f
https://ilmanifesto.it/il-paradosso-democratico-di-colin-crouch/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788842076728

 

Economia di mercato/Tirole

Jean Tirole – Economia del bene comune – Mondadori (2017)

Dopo il clamoroso fallimento economico, culturale, sociale e ambientale delle economie pianificate, dopo la caduta del Muro di Berlino e la mutazione economica della Cina, l’economia di mercato e’ diventata il modello dominante, se non esclusivo, di organizzazione delle nostre societa’.
Anche nel «mondo libero», il potere politico ha perso influenza a beneficio sia del mercato sia di nuovi attori. Le privatizzazioni, l’apertura alla concorrenza, la globalizzazione, il ricorso sempre piu’ sistematico alle aste nell’assegnazione delle opere pubbliche restringono il margine d’intervento statale, per il quale l’apparato giudiziario e le autorita’ indipendenti di regolamentazione, organi estranei al primato della politica, sono diventati attori imprescindibili.

Info:
https://www.ilsole24ore.com/art/cultura/2017-05-27/incentivi-bene-comune—193337.shtml?uuid=AEhxGePB&refresh_ce=1
https://www.linkiesta.it/it/article/2017/06/03/jean-tirole-trump-ha-ucciso-laccordo-sul-clima-e-la-prova-che-non-funz/34473/

Stato/Arrighi

Giovanni Arrighi – Il lungo XX secolo. Denaro, potere e l’origine dei nostri tempi – ilSaggiatore (2014)

I dirigenti delle grandi imprese globali stanno cercando di mettere in pratica una teoria dell’organizzazione umana che modifichera’ profondamente il sistema di stati-nazione intorno al quale la societa’ si e’ organizzata per oltre 400 anni.
Cio’ che in sostanza essi stanno chiedendo e’ il diritto di trascendere lo stato-nazione e di trasformarlo.

Info:
https://www.anobii.com/books/Il_lungo_XX_secolo/9788842819035/01360d7a251c1223be
https://www.pandorarivista.it/articoli/egemonia-storia-capitalismo-recensione-a-il-lungo-xx-secolo-di-giovanni-arrighi/
http://tempofertile.blogspot.com/2015/03/giovanni-arrighi-il-lungo-xx-secolo.html