Populismo/Müller

Jan-Werner Müller – Cos’e’ il populismo – Universita’ Bocconi (2017)

Dal punto di vista di tali leader [populisti], e’ l’espressione «democrazia illiberale» che conferma una divisione normativa del lavoro, in cui lo Stato nazione si occupa della democrazia e un’entita’ come l’Unione Europea (UE) e’ responsabile del liberalismo.
L’UE puo’ allora essere fatta apparire ancor di piu’ come un agente del capitalismo dilagante e della moralita’ ultraliberale (come avviene con l’espressione «Gayropa», l’accusa avanzata da molti nemici omofobici dell’UE in Russia). I governi populisti, intanto, possono presentarsi come gli avversari di un liberalismo egemonico in nome dei diritti alla diversita’ e delle minoranze, come a dire: «Nell’UE, noi ungheresi, polacchi e cosi’ via siamo una minoranza che crede nei principi morali tradizionali e che non si sottomette a un’unica forma di universalismo liberale promossa dalle elite liberali occidentali».

Info:
https://giornatedilettura.wordpress.com/2018/04/12/che-cose-il-populismo-la-risposta-di-jan-werner-muller-recensione-di-vittorio-panicara/
https://www.anobii.com/books/Cos%27%C3%A8_il_populismo/9788883502620/016bf048de71cc1e17

Populismo/Bauman

Zigmunt Bauman – Retrotopia – Laterza (2017)

Mentre la sofferenza economica di molti europei e’ certamente reale, i nazionalisti sbagliano nel diagnosticarne la causa.
La realta’ e’ che si puo’ criticare l’Ue per come ha gestito la crisi; ma non le si puo’ anche addossare la colpa degli squilibri che hanno alimentato i conflitti economici globali dal 2008 in poi, e che riflettono un fenomeno molto più ampio, la globalizzazione.
Alcuni hanno usato le deludenti esperienze in fatto di globalizzazione come pretesti per tornare al protezionismo e ai presunti bei tempi in cui i confini nazionali erano saldi. Altri, ricordando con nostalgia uno Stato nazionale che in realta’ non è mai esistito, si aggrappano alla sovranita’ nazionale per rifiutare l’ulteriore integrazione europea. Sia gli uni che gli altri mettono in dubbio le fondamenta del progetto europeo. Ma sono privi di memoria, e fuorviati dalla nostalgia.

Info:
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&Itemid=97&task=schedalibro&isbn=9788858127346
https://www.lindiceonline.com/focus/storia/zygmunt-bauman-retrotopia/
http://www.spazioterzomondo.com/2018/04/recensione-zygmunt-bauman-retrotopia-laterza/

https://www.anobii.com/books/Retrotopia/9788858127346/01451cd8783f930df2

Europa/Zielonka

Jean Zielonka – Disintegrazione – Laterza (2015)

Per l’intera durata della crisi, Berlino ha agito pensando ai cittadini tedeschi, non a quelli europei, dipingendo le proprie politiche come virtuose e quelle altrui come difettose.
La maggior parte degli europei non vuole prendere lezioni dai tedeschi in tema di moralita’: vuole vedere la Germania contribuire a far uscire l’Europa dalla crisi – una crisi della quale anche la Germania e’ in parte responsabile.
Come abbiamo visto, la Germania si e’ rivelata una potenza egemone recalcitrante e poco dotata.

Info:
https://www.pandorarivista.it/articoli/recensione-a-disintegrazione-di-jan-zielonka/
https://www.notiziegeopolitiche.net/recensione-a-jan-zielonka-disintegrazione-come-salvare-leuropa-dallunione-europea/
https://www.laterza.it/index.php?option=com_laterza&task=schedalibro&isbn=9788858120460

Europa/Stiglitz

Joseph E. Stiglitz – L’euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell’Europa – Einaudi (2017)

La globalizzazione non e’ altro che la maggiore integrazione fra i paesi del mondo, e in nessun altro luogo questa integrazione e’ stata portata ai livelli dell’Europa.
Il dibattito e’ in corso: che cosa occorre perche’ la globalizzazione funzioni? Che cosa succede se la globalizzazione non funziona come dovrebbe? Quali sono i vantaggi, e quali i costi? Chi raccoglie i vantaggi, e chi si accolla i costi? I successi e i fallimenti dell’Europa sono visti come insegnamenti sia per l’integrazione regionale sia per la globalizzazione. I problemi legati alla creazione di un’unita’ monetaria efficace in Europa hanno smorzato l’entusiasmo altrove, per esempio in Africa e in Asia, verso questa forma di integrazione economica.
Emerge un aspetto fondamentale: l’integrazione economica – ossia la globalizzazione – fallisce se procede a un ritmo piu’ sostenuto rispetto a quella politica, e per una ragione molto semplice. Con la maggiore integrazione, i paesi diventano piu’ interdipendenti.
Nel momento in cui sono piu’ interdipendenti, le azioni di un paese hanno effetti sugli altri. Da qui scaturisce la forte esigenza di un’azione collettiva, per fare in modo che ciascuno agisca il piu’ possibile in modo da favorire gli altri membri dell’Unione, anziché danneggiarli.

Info:
http://temi.repubblica.it/micromega-online/stiglitz-e-possibile-salvare-l-euro/
https://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2018-07-06/stiglitz-italexit-e-l-ultima-spiaggia-l-italia-e-meglio-restare-ma-l-euro-va-riformato-154718.shtml?uuid=AEpvLEIF&refresh_ce=1
http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/stiglitz-39-39-39-italia-sufficientemente-grande-ha-176313.htm